Aeroporto, che fine ha fatto l’intesa? Tosi prova ad accelerare e convoca i bresciani a Verona

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    Che fine ha fatto l’accordo per l’aeroporto? A inizio febbraio la questione sembrava chiusa. Poi – per “motivi tecnici” – la firma era slittata a fine mese. Anche il 28 febbraio era però arrivata una fumata nera. Tutto rinviato di un mese. E invece ancora nulla. Tutta colpa di due questioni: il valore dell’aeroporto e le alleanze strategiche. Ora però il sindaco di Verona Flavio Tosi pare aver rotto gli indugi. Proprio lui che era sempre stato tra i “falchi” veronesi ha infatti deciso di spingere sull’acceleratore e di riunire intorno a un tavolo le due sponde del Garda. Secondo quanto riferisce la stampa scaligera, Tosi ha convocato per lunedì, a palazzo Barbieri, i parlamentari di Verona e di Brescia, il sindaco Paroli e i due presidenti di Provincia Molgora e Miozzi per sbloccare le difficoltà del tavolo tecnico.

    Stabilire il valore del sistema aeroportuale non dovrebbe essere un problema. La prima ipotesi elaborata dai “saggi” prevedeva una stima di 107 milioni; il che voleva dire che Brescia, per arrivare al 25% della Catullo spa (ora è all’8) avrebbe dovuto sborsare circa 20 milioni. Dopo i mal di pancia veronesi che parlavano di “svendita” si è deciso di aggiornare la stima affidandosi a una società internazionale, l’olandese Kpmg. Ma il risultato non porterà a scostamenti clamorosi, anzi, si pensa che la cifra lieviterà attorno ai 115 milioni.

    La vera partita si gioca sul tema della maggioranza qualificata per decidere le strategie e le alleanze. La prima bozza d’intesa parlava di un tetto del 76%; vale a dire qualcosa di simile all’unanimità perché basta che uno dei tre principali soci (Verona, Brescia, Trento) non sia d’accordo per bloccare tutto. Per il fronte bresciano la garanzia di poter contare nel decidere le strategie future. Per Verona un vincolo eccessivo che rischia di paralizzare la società. L’idea di Tosi è allora quella di convocare le parti e decidere prima di firmare con chi si andrà a fare sistema. Anche perché la scelta pare oramai già fatta ed è gradita a entrambe le sponde del Garda: creare una holding con Malpensa e Linate per la creazione di un grande sistema aeroportuale del Nord. Basterà questa mossa per vedere finalmente la firma dell’intesa?

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    1. Sono 10 anni che sento parlare di rilancio e non ci credo più farebbero meglio a chiuderlo visto che è semore in predita

    2. Vedo che tra i convocati da Tosi c’è anche il sindaco Paroli. Mi piacerebbe sapere quale è il ruolo della Loggia in questa vicenda. Corsini aveva aderito ad ABEM e aveva accantonato 10 milioni per l’aeroporto. Paroli ha speso in altro modo quei soldi e ha deciso come sempre di defilarsi non giocando nessun ruolo…

    3. @ Sturmtruppen: ma che dici? Ti condraddici da solo!!! Se Paroli si fosse defilato non sarebbe stato convocato al tavolo di Tosi!!! E poi il Comune non è socio della Catullo (al contrario della Provincia). Che poteva fare più di aderire ad abem????

    4. Ma come mai sono stati invitati solo i politici? Dell’accordo fanno parte anche le realtà economiche dei due territori, mi sembra strano che non ci siano. Comunque speriamo che la storia si chiueda in fretta perché tenerlo così com’è quell’aeropoto non ha senso! O lo si rilancia davvero o lo si chiude

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