Pirellone: suona l’inno e i leghisti vanno al bar. Il Pd: niente brioches alla buvette, vadano fuori

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    Al Pirellone suona l’inno di Mameli e i leghisti vanno al bar a fare colazione. Per la seconda volta, questa mattina, gli esponenti del Carroccio hanno disertato l’esecuzione dell’inno nazionale prima dell’avvio della seduta del Consiglio regionale della Lombardia. Gli esponenti leghisti, esattamente come la scorsa volta, hanno trascorso quei pochi minuti alla bouvette di palazzo Pirelli chiacchierando e facendo colazione. C’erano tutti – dal capogruppo Stefano Galli a Renzo Bossi al vicepresidente della Giunta Andrea Gibelli – tranne due consiglieri: il presidente del Consiglio Davide Boni, in aula a presiedere per ruolo istituzionale, e Giangiacomo Longoni che invece è rimasto sul suo banco ma seduto, leggendo con indifferenza il giornale mentre tutti gli altri consiglieri ascoltavano l’inno nazionale in piedi. Un atteggiamento mal digerito dalle altre forze di maggioranza e condannato dall’opposizione ma che rischia di trascinarsi per tutto l’anno dal momento che l’esecuzione dell’inno d’Italia all’inizio è in programma all’inizio di ogni seduta del Consiglio per tutto il 2011.

    Per questo il Pd ha deciso di lanciare la sua provocazione: se i leghisti preferiscono fare colazione piuttosto che ascoltare l’inno, lo facciano fuori dal Pirellone. “Chiederemo formalmente al presidente Boni di imporre a tutte le strutture, bar compreso, di interrompere ogni attività per tutta l’esecuzione dell’inno. Non ha senso che il bar di servizio continui a servire brioches mentre dentro l’aula si celebra l’Unità d’Italia”.

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    1. HAN fatto benissimo invece! Quà non siamo in italia, perche questa è la PADANIA !!!

      SECESSIONEEEE !!!!!!!!!!!!!
      VA PENSIERO SULLE ALI DORATE !!!!!!! ALTRO CHE MAMELI !!!!

      PADANIA LIBERA !!!

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