Ad aprile si ferma la crescita della produzione industriale. Dov’è la ripresa?

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    Nel mese di aprile la produzione industriale bresciana subisce una battuta d’arresto, dopo la fase di leggero ma continuo recupero che ha caratterizzato i primi tre mesi di quest’anno. L’attività produttiva è diminuita per 27 imprese su 100, con un saldo negativo dell’11% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione.

    L’andamento per classi dimensionali denota un significativo calo della produzione per le micro imprese, per le piccole, per le medie e per le medio grandi; una flessione più contenuta per le grandi; un aumento della produzione per quelle di maggiori dimensioni.

    L’utilizzo degli impianti riflette l’andamento dell’attività produttiva, con una quota del 25% delle imprese che dichiara di averlo diminuito. Il livello di utilizzo, rispetto al potenziale, è giudicato basso dal 31% delle aziende.

    Complessivamente, le vendite sul mercato nazionale sono diminuite per il 33% delle aziende, con un saldo negativo del 14% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelle nei Paesi UE fanno rilevare un saldo negativo del 3% e quelle nei Paesi extra UE presentano un saldo negativo del 5%.

    Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime risultano adeguate alle esigenze dalla maggioranza degli operatori. La manodopera è rimasta invariata per l’84% delle aziende, con un saldo negativo del 6% tra entrate e uscite di forza lavoro.

    Le prospettive a breve termine sono moderatamente favorevoli: il saldo, tra imprese che prevedono variazioni in aumento e in diminuzione, è positivo (+ 12%). Le previsioni sull’utilizzo degli impianti risultano pressoché in linea con quelle sulla produzione. La manodopera è prevista stabile dall’89% delle aziende e in aumento dal 7%.

    Gli ordini dal mercato interno sono previsti in aumento dal 16% delle aziende, con un saldo positivo del 5% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelli dai Paesi UE e dai Paesi extra UE presentano, rispettivamente, un saldo positivo del 14 e del 12%.

    L’Indagine viene effettuata mensilmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

     

    L’andamento per settore

     

    Abbigliamento

    Le imprese del settore evidenziano un forte calo dell’attività produttiva. Le vendite, sia in Italia che all’estero, risultano in significativa diminuzione rispetto al mese precedente. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono ritenute in eccesso. Le prospettive a breve sono negative per quanto riguarda produzione e ordini nazionali; stazionarie per ordini esteri e manodopera.

    Agroalimentare e caseario

    L’attività produttiva segnala una leggera flessione, dopo la discreta performance registrata nei tre mesi precedenti. Le vendite sul mercato nazionale e su quelli esteri presentano una dinamica negativa. Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime risultano in diminuzione. Le aspettative a breve sono positive per tutte le variabili considerate, tranne che per la manodopera.

    Calzaturiero

    La produzione del settore evidenzia un leggero incremento, che conferma il trend positivo iniziato negli ultimi mesi del 2010. Tuttavia, sono diminuite le vendite in Italia, mentre quelle nei mercati esteri sono aumentate. Le giacenze di prodotti finiti sono fortemente calate, mentre le scorte di materie prime sono rimaste costanti. Le previsioni a breve sono per un peggioramento della situazione, soprattutto per il forte calo degli ordini provenienti dal mercato interno e dai mercati extra UE.

    Carta e stampa

    Le imprese del settore evidenziano un deciso calo dell’attività produttiva, dopo gli aumenti registrati nei tre mesi precedenti. Le vendite in Italia e nei paesi UE hanno avuto una dinamica negativa, mentre quelle nei mercati extra UE sono rimaste costanti. Le giacenze di prodotti finiti risultano in eccesso, mentre le scorte di materie prime sono adeguate. Le prospettive a breve sono positive per tutte le variabili, eccetto che per gli ordini dai Paesi UE.

    Chimico, gomma e plastica

    Il settore ha registrato una flessione dei livelli produttivi, dopo tre mesi consecutivi di crescita. Le vendite in Italia sono in leggero aumento, quelle sui mercati esteri presentano una dinamica negativa. La forza lavoro è rimasta stabile. La produzione a breve è prevista in aumento, così come gli ordini dal mercato interno e quelli dai Paesi UE. La manodopera è prevista costante.

    Legno e mobili in legno

    L’attività produttiva del settore è in leggero aumento per il terzo mese consecutivo. Le vendite, tuttavia, risultano in diminuzione soprattutto sui mercati UE. La forza lavoro è rimasta costante. Le prospettive a breve sono leggermente positive per la produzione; negative per gli ordini nazionali ed extra comunitari; stabili per quelli dai Paesi UE.

    Maglie e calze

    Le imprese del comparto segnano una crescita dell’attività produttiva per il secondo mese consecutivo. Le vendite in Italia e nei Paesi UE sono in aumento, mentre quelle nei mercati extracomunitari non sono variate. Le giacenze di prodotti finiti sono elevate, le scorte di materie prime sono adeguate alle esigenze aziendali. Le previsioni a breve sono positive per la produzione, gli ordini nazionali e comunitari e per la manodopera.

    Materiali da costruzione ed estrattive

    L’attività produttiva delle imprese del settore registra un ulteriore calo, dopo il recupero del mese di febbraio. Le vendite in Italia e nei mercati UE risultano in diminuzione, mentre quelle nei Paesi extra UE sono stazionarie. Le previsioni a breve sono di stabilità della situazione attuale. Risultano invece negative per la manodopera.

    Metallurgico e siderurgico

    Il settore evidenzia una flessione dell’attività, dopo due mesi consecutivi di forte recupero. Le vendite in Italia risultano in calo, mentre è positiva la dinamica verso i Paesi esteri. La forza lavoro evidenzia una leggera contrazione. Le previsioni a breve sono negative, per quanto riguarda la produzione e gli ordini dal mercato interno. Sono positive per gli ordini dai mercati esteri e stazionarie per la manodopera.

    Meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche

    Le imprese del comparto segnalano un leggero calo dell’attività produttiva, dopo i tre risultati positivi registrati dall’inizio dell’anno. Le vendite sul mercato nazionale sono in aumento, quelle sui mercati esteri in diminuzione. La manodopera è rimasta sostanzialmente stabile. Le prospettive a breve sono ancora positive, soprattutto per quanto riguarda gli ordini dai mercati esteri.

    Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto

    L’attività produttiva del settore mostra un leggero incremento, confermando il trend positivo registrato dall’inizio dell’anno. Le vendite nei Paesi UE hanno avuto una dinamica positiva, quelle in Italia e nei Paesi extra UE sono invece diminuite. La forza lavoro è leggermente calata. Le previsioni a breve sono positive per tutte le variabili considerate, soprattutto per gli ordini dai Paesi extra UE. 

    Tessile

    Il settore evidenzia un decremento della produzione, dopo tre periodi consecutivi di variazioni positive. Le vendite in Italia e nei mercati esteri sono in diminuzione, anche la manodopera registra una dinamica negativa. Le prospettive a breve termine sono di stabilità per quanto riguarda l’attività produttiva e gli ordini nazionali; favorevoli per gli ordini dai mercati esteri; negative per la forza lavoro.   

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