Aeroporto, martedì la firma dell’intesa. Ma Brescia aspetta il piano industriale

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    Martedì prossimo verrà finalmente siglata la pace dei cieli tra Brescia e Verona per la gestione dell’aeroporto di Montichiari. Dopo mesi di trattative, polemiche e rinvii il 31 maggio – all’Expo Hotel – è in infatti programma la firma dell’accordo tra le due sponde del Garda. La compagine bresciana – come si sa da mesi – investirà circa 25 milioni di euro fino ad avere il 25 per cento della società, come Trento. Verona scenderà invece al 50% della Catullo spa. Nella società entrerà così a tutti gli effetti anche ABeM, la società bresciana nata nel 2007 proprio per contendere ai veronesi la gestione dello scalo. Il nodo alleanze future è invece stato risolto con il tetto del 20 percento: chiunque entrerà (Milano, Bergamo o qualsiasi altro scalo) potrà acquisire fino a un massimo del 20 percento delle azioni. A quel punto Brescia e Trento scenderebbero al 20 e Verona al 40.

    L’intesa dovrebbe finalmente sboccare la questione concessione dal momento che al ministero attendono da tempo l’accordo per dare il via libera il documento. Resta però una condizione posta dai bresciani: il piano industriale. Ad oggi, riferiscono a bsnews.it fonti vicine ad ABeM, il piano non sarebbe ancora stato rivisto ne discusso. I bresciani pretendono invece di leggere nero su bianco progetti e investimenti per il D’Annunzio che non riguardino solo lo sviluppo del cargo. Insomma, più passeggeri e non solo merci. Il 27 giugno è in programma l’assemblea dei soci e quello potrebbe essere il momento della verità.

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