Migranti, la circolare del ministero sblocca la situazione

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Svolta per i migranti che lottano per avere il permesso di soggiorno dopo che si sono visti rigettare la pratica di sanatoria nel 2009 a causa della circolare Manganelli. 

Dopo che il tar di Brescia ha deciso di adottare tempi brevi sulla procedura per valutare i ricorsi, arriva la circolare del ministero dell’Interno che riconosce la sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato nella quale si definisce non ostativo il rilascio del permesso di soggiorno a chi non aveva ottemperato a un decreto di espulsione e aveva fatto richiesta di sanatoria nel 2009. 

Nella circolare inviata alle Prefetture italiane (in allegato) e quindi anche a quella bresciana si chiede di prendere atto della sentenza, rilasciando il permesso a chi ne aveva fatto richiesta, ottenendo invece una sospensione.

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  1. Con la lotta si vince.

    Dopo otto mesi di lotta, dal presidio davanti agli uffici della Prefettura in settembre all’occupazione della gru per 17 giorni fino al recente presidio di quattro giorni sul sagrato del Duomo di Brescia, e le due sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia Europea, il Governo e il Ministero dell’Interno sono stati costretti a diramare una circolare che riconosce i diritti dei migranti che avevano fatto domanda di sanatoria nel 2009. La condanna per non aver obbedito all’espulsione non è ostativa per l’ottenimento del permesso di soggiorno.
    Sono stati mesi molto duri e difficili in cui ci siamo scontrati con il razzismo istituzionale dell’amministrazione comunale e della Prefettura, con politiche securitarie che vedono i migranti come un problema di ordine pubblico, con la repressione e le espulsioni dei migranti che in prima persona hanno portato avanti la lotta. Sono stati però anche mesi che hanno insegnato molto. Dalla solidarietà tra migranti, tra antirazzisti e migranti, tra migranti e una parte significativa della città, alla necessità dell’autorganizzazione dei migranti, del conflitto sociale per affermare i propri diritti. La determinazione dei migranti è stato un esempio per tutti coloro, nativi e migranti, che sono costretti a subire discriminazioni, tagli dello stato sociale, peggioramento delle condizioni di reddito e di vita.
    Oggi possiamo dire che con la lotta si vince, un passo importante è stato fatto ma non ci fermeremo.
    Se i migranti che sono stati condannati per la cosiddetta clandestinità avranno il permesso di soggiorno, ci sono ancora purtroppo migliaia di migranti che sono stati truffati da imprenditori senza scrupoli che stanno aspettando il permesso di soggiorno. Questa è l’ennesima dimostrazione che la legge Bossi-Fini, con il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, produce solo clandestinità, precarietà e sfruttamento.
    Per noi questa vittoria è solo una tappa, la lotta dei migranti e degli antirazzisti contro il razzismo istituzionale continuerà.

    Brescia 26 maggio 2011

    Presidio sopra e sotto la gru
    Associazione Diritti per Tutti

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