Domani Rolfi presenterà ai bresciani la “Legge Harlem”

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    Legge Harlem, dal nome del celebre ghetto newyorkese. La proposta di legge leghista chiamata simbolicamente come uno dei più problematici quartieri nella storia nera d’America, e come il provvedimento di risanamento del quartiere portato a termine dal sindaco Rudolph Giuliani, è stata pensata per cercare di evitare l’addensamento di negozi extracomunitari e la creazione di ghetti. Chi vorrà aprire un esercizio pubblico dovrà parlare italiano ed esporre le informazioni commerciali nella nostra lingua. Queste le linee-guida principali del nuovo progetto di legge regionale che verrà presentato domani sera presso il parco Jan Palach di via Tommaseo, alle 20:30.

    Oltre al vicesindaco e assessore alla Sicurezza saranno presenti Alessandro Marelli, consigliere regionale leghista firmatario della proposta di legge, e Andrea Gibelli, vicepresidente al Pirellone.

    La proposta non vuole colpire, per regolamentare, solo i kebab o i negozi etnici africani ma anche i centri massaggi cinesi. La legge è stata presentata dal Carroccio un po’ in tutta la Regione. Ecco il commento del Governatore Roberto Formigoni: “L’idea di dare ai sindaci uno strumento non solo per regolarizzare i negozi di kebab, ma più in generale per valorizzare la specificità delle diverse aree storiche è uno strumento intelligente e interessante”.

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    UN COMMENTO

    1. Mi pare pura demagogia: la proliferazione e concentrazione non si combatte con la lingua ed il cartello in italiano, i prestanome ci sono ovunque e non costa nulla metter il cartello con l’italiano, vanificando l’intento, anzi ottenendo l’effetto contrario.
      Una politica seria fissa il tetto di esercizi in "varietà etniche" che possono esser aperti nei quartieri, ma losi estende in tutti i quartieri della città, evitando davvero in tal modo concentrazioni e ghetti anche per il futuro!

    2. Mi pare pura demagogia: la proliferazione e concentrazione non si combatte con la lingua ed il cartello in italiano, i prestanome ci sono ovunque e non costa nulla metter il cartello con l’italiano, vanificando l’intento, anzi ottenendo l’effetto contrario.
      Una politica seria fissa il tetto di esercizi in "varietà etniche" che possono esser aperti nei quartieri, ma losi estende in tutti i quartieri della città, evitando davvero in tal modo concentrazioni e ghetti anche per il futuro!

    3. a me non sembra una iniziativa sbagliata. La ghettizzazione ha portato solo disastri e, pur comprendendo il desiderio delle persone straniere di ricrearsi una piccola enclave che riproduca usi costumi e perfino architettura dei loro paesi, mo sembra corretto porre un limite e distribuire gli esercizi commerciali ed anche le abitazioni, mantenere un certo decoro secondo i criteri che ci siamo dati da secoli.

    4. Forse la democratica Luoise Bonzoni parla senza aver letto una riga del progetto di legge Harlem…sicuramente i suoi consiglieri regionali potranno recuperarglielo, cosi avrà il piacere di approfondire il tutto..

    5. La democratica Louise parla da normale cittadina che legge un articolo, se si vuol far passare altro, si parla dell’altro e non dell’italiano e del cartello. I cittadini hanno il diritto d’esser informati correttamente, altrimenti non possono capire e caspiscono solo ciò che leggono.
      L’appartenenza politica non c’entra nulla in questo caso, potrei esser una pensionata, una casalinga, un’impiegata qualunque e non potrei informarmi in altro modo, pertanto un link alla "legge" avrebbe potuto esser utile.
      Se poi ciò che auspico nel mio precedente intervento è compreso nella "legge", ottimo, a maggior ragione un link al testo sarebbe stato meglio della critica all’appartenenza politica di una cittadina.
      Un dialogo costruttivo con e fra i cittadini è sempre meglio di chiusure tout court. 🙂

    6. La democratica Louise parla da normale cittadina che legge un articolo, se si vuol far passare altro, si parla dell’altro e non dell’italiano e del cartello. I cittadini hanno il diritto d’esser informati correttamente, altrimenti non possono capire e caspiscono solo ciò che leggono.
      L’appartenenza politica non c’entra nulla in questo caso, potrei esser una pensionata, una casalinga, un’impiegata qualunque e non potrei informarmi in altro modo, pertanto un link alla "legge" avrebbe potuto esser utile.
      Se poi ciò che auspico nel mio precedente intervento è compreso nella "legge", ottimo, a maggior ragione un link al testo sarebbe stato meglio della critica all’appartenenza politica di una cittadina.
      Un dialogo costruttivo con e fra i cittadini è sempre meglio di chiusure tout court. 🙂

    7. vede,louise,che sappiano l’italiano ,a me invece,pare una cosa naturale,perche’ le leggi sanitarie,fiscali,e quant’altro,son tutte scritte(circa,considerando il linguaggio spesso usato)usando l’idioma nazionale.quindi,per interpretarle al meglio ed evitare un domani,di dover pagar sanzioni,credo sia giusto che debbano capirlo.

    8. L’articolo comunica che domani serà il Vicepresidente della regione Lombardia e il Vicesindaco illustreranno il nuovo progetto di legge depositato…forse invece di commentare facendo passare quello che i democratici vorrebbero fare credere..potrebbe andare ad ascoltare e riservarsi il commento dopo aver appreso effettivamente i contenuti del progetto di legge…coem gli altri cittadini…

    9. il confronto e la partecipazione con i cittadini si fa anche con gli incontri pubblici proprio per informarli di quello che si sta facendo…

    10. L’incontro è aperto a tutti coloro che vogliono
      sinceramente approfondire i contenuti della proposta.
      PARTECIPATE ! e intervenite al dibattito.

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