Il bilancio del comitato contro il nucleare

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    Pubblichiamo il comunicato di Maurizio Bresciani, portavoce del Comitato “Vota SI’ per fermare il nucleare”, sull’esito dei referendum.

    ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

    La "politica non c’entra", questa è la conclusione che il Governo e la maggioranza di centro-destra hanno tratto dall’esito referendario, dopo la vittoria dei 4 SI’ contro le centrali nucleari, il legittimo impedimento e per l’acqua, bene comune. Una pessima, se non patetica analisi a cui sono arrivati i diretti responsabili delle leggi contro le quali si sono raccolte centinaia di migliaia di firme per indire i referendum, contro i quali si è dato vita, come mai si era visto prima ad un grande movimento nato al di fuori dell’organizzazione partitica della società italiana. Un voto inequivocabile che ha portato alla travolgente vittoria contro un modello di democrazia, evanescente e verticistico, che voleva imporre uno sviluppo economico che avrebbe seriamente messo in gioco il bene comune, la nostra sicurezza e la nostra salute, ed il principio costituzionale che la legge è uguale per tutti. Altro che referendum "qualunquemente" apolitici. Con la vittoria dell’Istituto referendario ha vinto la democrazia diretta con la sua capacità di mobilitazione dal basso, ovvero, l’esaltazione della "Politica grande", che non vuole delegare  a nessuno il proprio futuro e quello delle future generazione che le scelte impopolari del Governo avevano volutamente messo in discussione. Hanno vinto i tanti comitati nati un po’ ovunque e che da oggi, nelle intenzioni dei referendari, potranno, a ragion veduta, rappresentare delle vere e proprie "sentinelle a tutela dell’ambiente e del territorio" ed un pungolo che possa servire da stimolo per obbligare  il Parlamento italiano a legiferare non più contro, ma per… Chi ha perso è la presunzione di chi pensava che stando "cento passi sulle nostre teste" e con la forza di un ricco patrimonio economico si potesse facilmente controllare la vita di milioni di famiglie costrette, da sole, a pagare una crisi economico-sociale che non avevano minimamente prodotto. Chi deve trarre, da queste consultazioni referendarie un giudizio politico è il Governo che ha fatto tutto il possibile per impedire il raggiungimento dei quorum, consapevole dei rischi a cui sarebbe stato sottoposto in caso di una loro vittoria, e che oggi, a bocce ferme, ha davanti a sè una sola prospettiva seria che è quella di riconoscere il fallimento della propria politica e, nell’interesse della maggioranza del paese, lasciare!

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    1. C’è un solo assente, o dimenticanza scontata, nel comunicato dei referendari per il SI’ contro il nucleare ed è quella del più fedele alleato di Silvio Berlusconi, il ministro Bossi. Con l’ipocrisia degna dei politici di professione si smarca dal suo Governo e scarica le colpe dell’insuccesso referendario alla sola componente PdL o al suo leader, come se anche lui non avesse pienamente condiviso le scelte che hanno portato alla sconfitta nei referendum. Non Ha forse anche lui invitato ad astenersi dal voto?

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