S. Giulia patrimonio Unesco: “Un sogno che si avvera”. Anche le palafitte del Garda tra i tesori dell’umanità

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(da. bac.) A Monte Sant’Angelo, in Puglia, i frati del santuario di San Michele hanno suonato a festa le campane. A Spoleto il festival dei due mondi è diventato una celebrazione delle basilica longobarda. A Brescia l’iscrizione di Santa Giulia nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco ha generato più polemiche che festeggiamenti, ma oggi – con l’ufficializzazione – Loggia, Fondazione Cab e Fondazione Brescia Musei hanno dispensato i giusti elogi a "tutti quanti", in questi anni, hanno lavorato per ottenere questa “vittoria”.  E hanno guardato all’Expò del 2015 quale momento della verità per testare le potenzialità di questo riconoscimento.

“E’ un risultato che viene da lontano” ha spiegato il sindaco Adriano Paroli “si pensi che già nel 1975, sindaco Cesare Trebeschi, l’assessore Frati parlava di questa possibilità”. Fu l’amministrazione Corsini – ha ricordato il primo cittadino – ad avanzare la candidatura. Nel 2009 però l’esito “non fu favorevole, ma nemmeno negativo”: in pratica l’Unesco chiese un surplus di documentazione, studi storici, indagini e per Brescia l’ampliamento del sito, con l’inclusione delle tracce romane (Capitolium e Teatro). Ora, “quest’impresa”, come l’ha definita l’assessore alla Cultura Andrea Arcai, è giunta a buon fine: si tratta della prima candidatura seriale accolta dall’Unesco e – per il territorio bresciano – del secondo sito, dopo le incisioni rupestri della Valle Camonica (roba di trent’anni fa). “L’orgoglio” di Arcai per il “grande risultato” si è poi tradotto nei ringraziamenti verso gli uffici e i collaboratori e soprattutto verso la Fondazione Cab: se Santa Giulia è quello che è, lo si deve in buona parte alla Fondazione. “E’ un sogno che si è concretizzato” ha commentato il presidente Alberto Folonari.

Fin qui la gioia per il risultato. “Ma” ha spiegato Paroli “il lavoro vero comincia oggi. Abbiamo la responsabilità di valorizzare ancora di più il sito di Santa Giulia”. “Adesso abbiamo un piano di gestione da attuare” ha aggiunto Agostino Mantovani, segretario della Fondazione Cab “dobbiamo continuare ad investire”. A richiederlo sono le stesse caratteristiche di Italia Langobardorum: un percorso seriale, con sette città coinvolte, dal Friuli alla Puglia, e una sorta di work in progress, con progetti ancora da sviluppare. “Abbiamo effettuato alcuni studi su San Salvatore e abbiamo creato un gruppo di studio insieme a Cividale del Friuli” ha spiegato Francesca Morandini dei Musei Civici di Brescia. “Abbiamo poi approfondito alcune indagini archeologiche nei cortili ma soprattutto stiamo lavorando nell’are area del Capitolium”. Il risultato di questi lavori sarà l’apertura al pubblico del tempio e dei santuari romani, in un vero e proprio percorso museale che si integrerà con Santa Giulia. L’apertura è prevista per fine 2012. Poi toccherà al teatro romano. Nel frattempo la Fondazione Brescia Musei – ha spiegato il presidente Fausto Lechi – sta già lavorando per allestire una rivisitazione dei reperti longobardi di Santa Giulia, chiamando a raccolta tutte le testimonianze bresciane e guardando ai possibili collegamenti in Italia e nel resto d’Europa. Il 1° luglio, poi, l’associazione Italia Langobardorum si trasformerà in Fonazione e la presidenza verrà assunta dal sindaco di Brescia (o da un suo delegato).  L’obiettivo dichiarato è arrivare al 2015, l’anno dell’Expò milanese, con un sito tirato a lucido e in grado di essere meta imprescindibile per turisti e visitatori. Certo, serviranno tante risorse – ha ammesso Paroli (anche se si calcola che il solo inserimento del sito nel patrimonio Unesco valga 9 milioni di dollari) – e la giusta promozione per far conoscere questo tesoro a tutto il mondo (Folonari ha proposto di realizzare una guida turistica in cinese). Quel che è certo è che S. Giulia può diventare uno scrigno non solo artistico, ma economico se Brescia saprà riunire tutte le sue migliori energie attorno al suo tesoro.

 

Intanto va registrato che lunedì l’Unesco ha approvato anche la candidatura "Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino". Un progetto che vede la Svizzera quale capofila ma che comprendere anche siti austriaci, francesi, tedeschi, sloveni e iatliani, per un totale di 111 villaggi palafitticoli. Tra questi anche quattro del Garda

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UN COMMENTO

  1. Bravi e complimenti a tutti!. Credo anch’io che l’accoppiata Capitolium Santa Giulia sia qualcosa di straordinario e unico al mondo. Bene ha fatto l’Unesco a suggerirci questa strada e bene che ora si pensi a avlorizzare insieme i due siti archeologici. Riuscire ad arrivare all’Expo’ con un’offerta artistica di questo valore sarebbe davvero qualificante per la nostra città

  2. Complimenti a tutti. La trasformazione di Brescia da città del tondino a città dell’arte potrà avere un’enorme impulso da questo riconoscimento.Mi auguro che ora si sappia lavorare tutti isnieme nella giusta direzione!

  3. Quando la politica mette al primo posto l’interesse della città e lavora unitariamente senza pretestuose polemiche i risultati arrivano.

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