Rc auto, gli autoriparatori: “Vogliamo dire la nostra su eventuali modifiche normative”

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    “Vogliamo essere interlocutori di qualsiasi processo decisionali che ci riguardi, vogliamo poter partecipare in prima persona ad ogni eventuale modifica dell’attuale contesto normativo in cui operaio”. E’ con questa decisa presa di posizione che Anna Maria Gandolfi, presidente di categoria degli autoriparatori associati all’Associazione Artigiani ha risposto alla proposta lanciata da Ania, l’associazione delle assicurazioni, e da Federconsumatori nel corso del forum congiunto che si è tenuto nei giorni scorsi.

    “Il fulcro della questione evidentemente è quello del continuo aumento delle tariffe delle polizze (mediamente + 12% con picchi del 25% per i neopatentati) nonostante l’incidentalità sia calata sensibilmente negli ultimi dieci anni (- 22% dal 2001) – ha spiegato la Gandolfi – ma cancellare l’opportunità, sancita dal codice civile, della cessione del credito dall’automobilista danneggiato al riparatore, non ci sembra la soluzione adatta”.

    Secondo la presidente degli autoriparatori infatti “questa possibilità permette agli assicurati di avere il lavoro finito e di non dover versare alcun anticipo, delegando la carrozzeria a farsi riconoscere quanto dovuto dalla compagnia. Sarebbe un danno e non un’agevolazione per i consumatori eliminare questa procedura”. “Siamo consapevoli che in qualche caso ci possono essere  state delle scorrettezze ed è giusto che vengano accertate e sanzionate, ma la soluzione non può essere quella di cancellare la cessione del credito”.

    Una posizione che i riparatori sostengono con i dati: “Nel costo del risarcimento totale del danno solo il 35% è riferito alle riparazioni e di questo 35% meno della metà  riguarda il costo della manodopera e materiali perché la prevalenza è determinata dal costo dei pezzi di ricambio. Pertanto la maggior parte degli oneri di un  sinistro sono riferiti i danni fisici – hanno spiegato – e non è agendo sui riparatori  che si possono realizzare significativi risparmi”.  Su tutta la vicenda dunque gli autoriparatori rivendicano il diritto di essere “parte in causa al pari di tutti gli altri, per trovare insieme soluzioni costruttive per tutelare i consumatori, le compagnie ma anche il lavoro dei professionisti della riparazione”.  

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