Unesco, si lavora per coniugare marketing e cultura. “Altrimenti rischiamo il flop”

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    (da.bac.) Cultura e marketing, archeologia e business. Bisognerà riuscire a coniugare questi strani binomi per valorizzare a pieno il sito Unesco di Santa Giulia. Quelli che a prima vista potrebbero sembrare ossimori – e per anni si è pensato che interessi economici e arte facessero a pugni – sono in realtà la prova del nove per il sito bresciano. E’ la stessa Unesco “a pretendere il risultato economico” ha spiegato una volta per tutte  il segretario della Fondazione Cab Agostino Mantovani, motore inesauribile della candidatura Unesco.

    Oggi pomeriggio, in Loggia, le commissioni congiunte Cultura e Commercio hanno iniziato a prendere in mano la questione. L’assessore Andrea Arcai e la responsabile dei Civici Musei Francesca Morandini hanno illustrato le tappe che hanno portato al riconoscimento: la proposta nel 2008, il differimento del 2009 (quasi una fortuna, ha detto Morandini “perché ci ha consentito di raddoppiare l’area, includendo anche il Capitolium”), gli approfondimenti archeologici, gli studi storici e infine – il 25 giugno scorso – l’inserimento de "I LONGOBARDI IN ITALIA – I luoghi del potere (568-774 d.C.)" tra i siti patrimonio del’umanità. Ma quel che è di certo un grande risultato, è in realtà solo l’inizio, è stato spiegato. Perché il riconoscimento è un processo reversibile e – se non si faranno le cose per bene – c’è il rischio che tra qualche anno ci si ritrovi con un “giocattolo rotto”, per usare le parole del consigliere Claudio Bragaglio (Pd). “L’Unesco” ha aggiunto Maurizio Bernardelli Curuz, direttore artistico di Brescia Musei “ci ha detto che a Brescia c’è dell’ottimo petrolio. Ora sta a noi trasformarlo in benzina. Dobbiamo subito pensare a un rinnovamento di Santa Giulia, altrimenti rischiamo un flop clamoroso”. Un’eventualità che tutti vogliono evitare e per questo dai banchi della commissione si è caldeggiato un immediato piano di lavoro.

    C’è da dire che Brescia non parte da zero. “Il piano di gestione” ha spiegato Arcai “dopo due anni era già stato attuato per il 35,9 percento. Ora saremo vicino al 50”. Inoltre la Loggia si è già attivata per reperire fondi sia in Regione (a disposizione 800mila euro per tutti i siti Unesco della Lombardia) e al Ministero (400mila euro per Brescia). Soldi che serviranno per la comunicazione e la promozione, il punto su cui si insisterà di più in questa prima fase. L’obiettivo primario è infatti quello di “far sapere” che a Brescia c’è un sito Unesco. Una missione di cui si farà carico da subito Bresciatourism – ha spiegato il suo amministratore delegato Alessio Merigo – con pubblicazioni ad hoc, iniziative di marketing, roadshow in fiere internazionali. “Intanto lo diremo agli oltre 2 milioni di turisti che in questi settimane sono sui nostri laghi” ha spiegato. Si opererà anche verso le scuole e si cercheranno sinergie con le università. Il comune appronterà poi un piano marketing ad hoc.

    Per quel che riguarda le "strutture", come tutti possono vedere il Capitolium è un cantiere oramai da due anni, ha spiegato Arcai. Si stanno facendo scavi, studi, indagini. Tutto in vista della riapertura al pubblico a fine 2012 con un percorso che si collegherà a Santa Giulia. Nel monastero verranno invece valorizzate le testimonianza longobarde secondo un grandioso progetto che Brescia Musei ha messo in cantiere. “Dobbiamo intervenire al più presto” ha spiegato Curuz. “Il cda di Brescia Musei ha approvato un progetto a una rivisitazione completa della parte longobarda di Santa Giulia. Una sorta di mostra che però sviluppi strutture narrative in grado di far percepire chi erano i longobardi. La gente vuol capire Ermengarda, vedere Desiderio. Dobbiamo passare dai sassi all’uomo, perché i sassi sono belli ma “vendere” sassi non ci porterà lontano”. Tutti d’accordo anche nel proseguire con le grandi mostre, anche se qualcosa di nuovo biosgnerà inventarsi per non riproporre all’infinito lo stesso identito "modulo". 

    Insomma, ci sarà da lavorare. Il primo banco di prova sarà l’Expò 2015. Per quell’appuntamento vedremo se il petrolio bresciano sarà diventato benzina. 

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    UN COMMENTO

    1. Il riconoscimento ha potenzialità enormi per questa città, potrebbe segnarne davvero il "rinascimento" culturale ma anche economico. Rischiare di fare una figuraccia e non sfruttare l’occasione sarebbe un peccato mortale. Mi auguro che tutti lavorino nella giusta direzione per far sì che questo primo successo si possa consolidare

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