Sciopero: le adesioni politiche da Brescia

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    Il sindacato CGIL promette, basandosi sulle intenzioni manifestate da più parti, una fortissima adesione allo sciopero nazionale indetto per domani 6 settembre (vedi qui le ripercussioni sul trasporto pubblico locale di Brescia: clicca sul link). E i partiti a Brescia, che fanno?

    Una lettera diffusa da una sessantina di membri del Partito Democratico di Brescia e provincia spiega le ragioni per le quali molti personaggi politici aderiranno: «Noi, esponenti a vario titolo del Partito Democratico, il 6 settembre parteciperemo allo sciopero e alla manifestazione indetti dalla Cgil contro la nuova manovra del governo. È una manovra sbagliata, iniqua e depressiva (anche nella seconda versione), che fa pagare i costi della crisi alle categorie più deboli e agli enti locali, con conseguenze gravissime sui servizi sociali e territoriali (il taglio confermato è, comunque, enorme)».
    E poi ancora: «Per quanto siano comprensibili alcune obiezioni emerse all’interno del Pd, valutiamo più forti le ragioni, espresse anche da Bersani, di una partecipazione alla mobilitazione. Nella manovra c’è una parte sul lavoro e sulla contrattazione che va contro il recente e positivo accordo tra le parte sociali in materia contrattuale, introducendo la derogabilità del contratto nazionale e fantomatici accordi aziendali che possono prevedere anche il licenziamento senza giusta causa». Tra i firmatari si leggono i nomi dell’ex sindaco di Brescia e attuale deputato Paolo Corsini, di Claudio Bragaglio, Arturo Squassina, Carlo Fogliata e Paolo Pagani.

    Accanto a questi membri del Pd gli altri partiti che aderiranno da Brescia sono Italia dei Valori, Sel, Rifondazione comunista.
    a.c.

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