Omicidio del forno, Visani ha confessato: “Sì, ho ucciso io Michele”

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    Dopo tre giorni di silenzio, nel tardo pomeriggio di ieri Simone Visani ha confessato: “Sì, sono stato io ad uccidere Michele. Non rispettava i miei valori e le mie idee. Ecco perché l’ho fatto”. Visani ha ha ammesso lucidamente premeditato il delitto e di averlo portato a termine nella notte tra l’11 e il 12 agosto. Il giovane ha ricostruito tutti gli elementi che l’hanno spinto ad uccidere, gli stessi individuato dagli inquirenti in queste ultime settimane: 

    "La rottura del preesistente rapporto di amicizia, gli screzi crescenti, l’isolamento di Visani nell’abituale ambito amicale, la disistima in ambito lavorativo – a differenza della stima goduta da Peroni, da poco beneficiario di un aumento di stipendio – e la derisione da parte dell’amico, delineano un movente omicidiario che, seppur assolutamente sproporzionato secondo i normali parametri di valutazione, appare plausibile alla luce delle peculiarità caratteriali dell’indagato.

    Visani, descritto dal gip Enrico Ceravone come “una personalità altamente incline alla reiterazione di analoghe condotte criminose, in particolare reati contro la persona e con l’uso delle armi“, non sopportava il fatto di esser stato messo da parte, sia dall’amico Michele che dai colleghi: da qui il piano criminoso. Ora il 27enne, il cui arresto è stato convalidato ieri, si trova rinchiuso nel carcere di Canton Mombello.

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