Nuovo “Patto sociale” contro la crisi, Cgil Cisl Uil ritrovano l’unità

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    Negli ultimi 15 anni Brescia è scesa dal 15° al 18° posto nel calcolo nazionale del Pil pro-capite. Cresce invece la disoccupazione: pur in assenza di un dato ufficiale che l’Ufficio provinciale del lavoro non è in grado o non vuole dare, le stime più attendibili dicono che i senza lavoro nel nostro territorio sono ormai il 6% della popolazione attiva. C’è poi alle porte una vera e propria emergenza: l’imminente scadenza della cassa integrazione che per due anni ha consento di arginare la crisi occupazionale, in modo particolare la cassa integrazione in deroga per i dipendenti delle aziende sotto i 15 addetti.

    Cgil, Cisl e Uil lo scrivono al Prefetto in un documento unitario che vuole essere il contributo sindacale al tavolo di confronto avviato in Palazzo Broletto con l’obiettivo di un “Patto sociale” per lo sviluppo e la ripresa. Un documento, va detto, significativo non solo per i suoi contenuti, ma perché vede insieme le tre sigle dopo molto tempo e non poche polemiche. “Una novità” ammette Damiano Galletti, segretario generale della Cgil Brescia “negli ultimi 3 anni abbiamo sempre avuto difficoltà ma quando si parla di temi concreti credo che ci sia la possibilità di mettere insieme le tre sigle sindacali”. “I Problemi della divisione sindacale nascono da visioni diverse su come affrontare i problemi” aggiunge Angelo Zanelli, segretario Uil Brescia “oggi però questa crisi non è una crisi tradizionale e solo guardando avanti insieme riusciremo a rispondere a questi problemi” Insomma, conclude Enzo Torri, segretario generale della Cisl Brescia, “abbiamo fatto uno sforzo per unificare le nostre posizioni perché il momento è davvero critico e c’è bisogno di unire le forze”.

    Sette i punti sottolineati da Cgil Cisl Uil:

    1. rapporti università e imprese;

    2. ruolo delle banche a sostegno di progetti innovativi e delle imprese;

    3. certezza nei pagamenti della Pubblica Amministrazione alle aziende;

    4. investire sulle reti informatiche;

    5. contrasto alle infiltrazioni della criminalità nelle imprese;

    6. puntare ad un salto di qualità nella scolarizzazione e nella formazione;

    7. maggiori sforzi per ricollocare i lavoratori in esubero.

     

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