Resistono le abitudini di una volta (Sant’Eufemia)

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    di Bruno Forza – Sant’Eufemia della Fonte. Forse il segreto di questa località sta proprio nel suo nome, o meglio nell’acqua di una fonte di eterna giovinezza. Le persone del posto – apparentemente – non ne traggono i benefici narrati in parecchi romanzi d’avventura, ma il contesto che li circonda sì. È l’impressione che abbiamo avuto calandoci in questa realtà millenaria che indossa l’abito pesante della storia con una leggerezza impensabile, come una splendida modella ottantenne capace di far morire d’invidia colleghe nel fiore degli anni. Impossibile? Niente affatto. La frazione di Brescia sorta nel lontano 1008 ai piedi della Maddalena è riuscita a conservare i tratti caratteristici del borgo antico mescolandoli saggiamente a sprazzi di sana modernità che non ne hanno sfregiato bellezza e unicità. Il tempo scorre, ma gli uomini – almeno qui – non sono riusciti a modificare il dna della zona. Case e vicoli si sposano alla perfezione in un fitto reticolo che abbraccia un pezzo della collina più amata dai bresciani. Qui si respira lo stile di vita narrato dai nostri nonni e si è invogliati a perdersi camminando senza una meta precisa. Strada facendo si può incappare in scene d’altri tempi e i protagonisti sono soprattutto gli anziani. Una nonna porta a passeggio la nipotina canticchiandole delle canzoni, una coppia gioca a scacchi in giardino e due amici di vecchia data abbandonano il calice di pirlo vuoto constatando che, crisi o non crisi, ai loro tempi sì che le tasche erano vuote, mica come oggi. Cogliere questi fotogrammi è davvero semplice. Lo è ancor di più scoprire quei segni evidenti che legano la comunità con la sua forte tradizione religiosa. Chiese, santelle, affreschi e statue recitano un ruolo significativo. A loro si è aggiunta, dal 2005, la via Lucis, un percorso che attraversa il paese con 14 stazioni, in corrispondenza delle quali sono stati collocati quadri raffiguranti temi evangelici realizzati da artisti bresciani. A fare da contrappeso via Indipendenza, che brulica di vita e di dinamismo. Si tratta di una modernità dal sapore antico, dove i termini “bottega” e “osteria” ti fanno sentire a casa anche se non sei della zona, e dove i “negozianti da marciapiede” – come una volta – sanno che il sorriso deve sempre avere la precedenza sul saluto

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