Il capogruppo Pdl Farina: “Pronto a farmi da parte se mi verrà chiesto, ma non accetto strumentalizzazioni”

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    “Se mi si considera inadeguato, si faccia avanti chi si considera adeguato e staremo a vedere”. Con una nota il capogruppo del Pdl in Loggia Achille Farina interviene sulle polemiche dei giorni scorsi e sui dissapori – di cui Bsnews.it aveva dato conto per primo – interni al suo gruppo consiliare. “Se questa vicenda è solo un pretesto ed il tutto si inserisce in modo trasversale per guerre correntizie in funzione del prossimo congresso provinciale del Pdl”, si legge ancora, “in questo caso voglio essere estremamente chiaro e per rispetto delle istituzioni dico che non intendo sottopormi a questo gioco al massacro. La mia storia personale non mi consente di usare un ruolo istituzionale ai fini di battaglia politica", conclude Farina, "ed in questo caso voglio dire in maniera chiara che basta un cenno del Sindaco e le mie dimissioni sono già pronte. Nessun problema da parte mia. Non farò altro che trarne le inevitabili conseguenze politiche e personali”.

    ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA

    Le note vicende di cronaca che hanno riguardato la mia persona in qualità di capogruppo del PDL in Loggia, mi impongono, dopo una attenta riflessione, alcune precisazioni pubbliche. Faccio questo per ragioni di chiarezza nei confronti dei cittadini che possono non aver del tutto compreso quanto è accaduto. Sono entrato in Forza Italia sin dal momento della sua fondazione poiché credevo nel progetto liberale di riforma dello stato. Ho fatto il consigliere di Circoscrizione per 4 anni come capogruppo di Forza Italia e sono in Consiglio Comunale da quasi 14 anni, 10 dei quali passati nei banchi dell’opposizione. E non sono stati certamente anni facili. In questi anni tanti miei amici di allora, coetanei e non, ed altri che sono entrati successivamente, hanno avuto riconoscimenti personali e posti di responsabilità importanti. Questo per me non è mai stato un problema, semmai motivo di soddisfazione. Sono un liberale da sempre e, a differenza di tanti politici di professione o mestieranti della politica, vivo del mio lavoro. Questo mi è sempre bastato e lo rivendico con orgoglio. Da liberale ho sempre inteso l’impegno politico con spirito di servizio, per dare un contributo alla città, prima ancora che al mio partito, con il massimo rispetto delle Istituzioni. Dopo le ultime elezioni amministrative, che hanno visto la vittoria della nostra area politica, mi è stato proposto di ricoprire la carica di Capogruppo del PDL, ruolo che non ho chiesto, e che, assieme alla Delega alla Sanità, ho cercato di ricoprire al meglio delle mie possibilità, dedicando con entusiasmo tutto il mio tempo libero e anche qualcosa di più. Con profonda amarezza sono venuto a conoscenza, per di più dai giornali, di un non ben definito gruppo di consiglieri chiamati dalla stampa “congiurati” contro la mia persona ed il mio modo di gestione del gruppo consiliare. Dietro all’anonimato si è addirittura parlato di mie presunte assenze, quando su 66 consigli comunali dall’inizio del mandato sono stato presente 63 volte e solo uno degli altri capigruppo è riuscito ad essere più presente di me. Si è parlato di miei “ordini sul PGT” quando sul tema c’è stata l’occasione di numerosissimi confronti con l’Assessore Vilardi, oltre che con il Sindaco, e non toccava certamente a me dare ordini, cosa che peraltro non rientra nelle mie abitudini. Uscire con certe prese di posizione sulla stampa non credo faccia bene né al nostro partito, che già vive un momento di innegabile difficoltà, né alla maggioranza che governa la città. I problemi di Brescia sono ben altri, non serve aggiungerne di ulteriori. Ma visto che l’attacco è personale e nessun dirigente del mio partito ha voluto prendere posizione, lo devo fare personalmente. Ed ho deciso di farlo per iscritto proprio per la chiarezza e la coerenza che mi è propria, a differenza di quanti si sono nascosti dietro all’anonimato per ritrattare alla prima occasione le proprie affermazioni. Mi posso rendere conto che consiglieri, tutti di prima nomina, possano vivere un senso di marginalità e di frustrazione nello svolgere il ruolo di consigliere comunale. Troppe le limitazioni al ruolo all’interno dell’attuale normativa, situazione che peraltro ho ampiamente vissuto. Tuttavia non è compito del capogruppo modificare gli attuali assetti e soprattutto non è compito del capogruppo trovare delle compensazioni al loro vuoto. Il vuoto il consigliere comunale lo colma studiando ed approfondendo i problemi, nonché intervenendo in maniera appropriata e puntuale nella sede propria istituzionale. Questo intendo per rispetto delle istituzioni: entrare in maniera mirata nel dibattito politico sui problemi della città, che non sono pochi. Se invece, come qualcuno insinua, questa vicenda è solo un pretesto ed il tutto si inserisce in modo trasversale per guerre correntizie in funzione del prossimo congresso provinciale del PDL, in questo caso voglio essere estremamente chiaro e per rispetto delle istituzioni dico che non intendo sottopormi a questo gioco al massacro. La mia storia personale non mi consente di usare un ruolo istituzionale ai fini di battaglia politica ed in questo caso voglio dire in maniera chiara che basta un cenno del Sindaco e le mie dimissioni sono già pronte. Se mi si considera inadeguato, si faccia avanti chi si considera adeguato e staremo a vedere. Nessun problema da parte mia. Non farò altro che trarne le inevitabili conseguenze politiche e personali. I problemi della città sono ben altri e richiedono serietà e responsabilità. Questa crisi economica di dimensioni epocali avrà delle inevitabili ricadute economiche negative anche sulle amministrazioni periferiche e dovremo evitare, uniti e con scelte coraggiose uscendo dalle timidezze della politica, che questo prezzo lo paghi la parte più debole della popolazione. Questo possiamo cercare di farlo con un gruppo coeso, con un franco e dialettico rapporto con le scelte della Giunta. Questi sono pre-requisiti indispensabili per poterci presentare uniti alle prossime elezioni amministrative e chiedere il voto dei bresciani.

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    3 Commenti

    1. Bravo Achille……basta giochetti di bottega: chi si propone come colui che deve risanare il partito è colui che usa mezzi scorretti per impadronirsi del partito e vuole farla pagare a chi non si allinea. Non mollare…il tempo ti darà ragione!!!

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