Aib, nel terzo trimestre precipita la produzione industriale: -3,5%

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    Nel terzo trimestre del 2011 la produzione delle imprese manifatturiere bresciane registra un calo, determinato in parte dal consueto rallentamento dell’attività in coincidenza con la pausa estiva, ma sostanzialmente dovuto al fatto che la già modesta ripresa, registrata nei primi sei mesi dell’anno, ha perso ulteriore slancio. La produzione industriale registra infatti un decremento del 3,5 per cento sul trimestre precedente e un aumento dell’1,7 per cento sul terzo trimestre del 2010. La fase di progressivo rallentamento è confermata dal fatto che, per la quarta rilevazione consecutiva, il tasso tendenziale, ovvero la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente, risulta inferiore a quello del trimestre antecedente. Il tasso acquisito, cioè la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2011, è pari a più 1,9 per cento.

    La distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) è di meno 23,0 per cento: il recupero dai minimi (estate 2009) è di più 7,7 per cento. Le aspettative a breve risultano sfavorevoli sia per la produzione, che per gli ordinativi (soprattutto interni) e per l’occupazione. Scontano uno scenario caratterizzato da forti incertezze che riguardano, fra l’altro: la crisi irrisolta dei debiti sovrani, il costo dell’energia ancora caro, la debolezza della domanda interna e le rinnovate difficoltà di accesso al credito, che rischiano di sfociare in un vero e proprio credit crunch.

     

    Sul versante del mercato del lavoro, il ricorso alla CIG, nei primi nove mesi del 2011, con un totale di 35,5 milioni di ore autorizzate, è sceso del 26 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. La componente ordinaria, con 8,8 milioni di ore, è diminuita del 47,7 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

     

    La disaggregazione dell’indice grezzo della produzione per classi dimensionali mostra decrementi produttivi superiori alla media per le medie imprese (-4,3%), per le medio-grandi (-5,3%), per le grandi imprese (-5,5%), per quelle di maggiore dimensione (-5,3%). Decrementi inferiori alla media si registrano per le micro imprese (-2,5%) e per le piccole imprese (-2,2%).

     

    La disamina per settore evidenzia un forte calo della produzione nei settori: metallurgico e siderurgico (-10,3%), carta e stampa (-7,2%), materiali da costruzione ed estrattive (-5,9%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (-5,0%); variazioni negative meno rilevanti si segnalano nei comparti tessile (-3,6%), maglie e calze (-3,1%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (-3,0%). Aumenta la produzione nei settori abbigliamento (+1,5%), agroalimentare e caseario (+1,4%), calzaturiero (+0,1%), chimico, gomma, plastica (+0,6%), legno e mobili in legno (+0,4%).

    Il decremento della produzione ha comportato una diminuzione nel tasso di utilizzazione della capacità produttiva. Il livello di utilizzo degli impianti è sceso al 66% dal 69% del trimestre precedente, contro il 65% del terzo trimestre 2010.

     

    Le vendite sul mercato italiano sono diminuite per il 47% delle imprese, aumentate per il 13% e rimaste invariate per il 40%. Le vendite sui mercati esteri hanno registrato andamenti quasi analoghi: quelle verso i Paesi comunitari sono diminuite per il 34% delle aziende, aumentate per il 12% e rimaste stabili per il 54%; quelle verso i Paesi extra UE sono calate per il 28%, cresciute per il 13% e rimaste invariate per il 59% delle imprese.

     

    I consumi energetici sono diminuiti per il 35% degli operatori, con una variazione media negativa del 3,3%. Le giacenze di prodotti finiti sono ritenute adeguate alle necessità aziendali dall’84% delle imprese e le scorte di materie prime dall’89%. I prezzi delle materie prime sono cresciuti per il 33% delle imprese, con un incremento medio dello 0,7%. I prezzi di vendita dei prodotti sono stati diminuiti dall’8% delle aziende, con una diminuzione media dello 0,1%. 

     

    Il costo del lavoro è cresciuto per il 9% delle aziende ed è rimasto invariato per il 90%. Gli investimenti effettuati nel trimestre sono diminuiti per il 21% delle imprese e rimasti costanti per il 67%.

     

    Le prospettive per i prossimi mesi sono sfavorevoli. L’attività produttiva è prevista in diminuzione dal 44% delle imprese, stabile dal 42% e in aumento dal 14%. Le aspettative sono pessimistiche nei comparti: abbigliamento, calzaturiero, chimico, gomma e plastica, maglie e calze, materiali da costruzione ed estrattive, metallurgico e siderurgico, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto, tessile; sono più ottimistiche nei settori: agroalimentare e caseario, carta e stampa, legno e mobili in legno, meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche. Le previsioni sono più sfavorevoli per le imprese di maggiore dimensione, per le medie imprese e per le grandi.

     

    Gli ordini provenienti dal mercato interno sono previsti in diminuzione dal 49% delle imprese, stabili dal 41% e in aumento dal 10%; quelli dai Paesi UE e dai Paesi extra UE presentano, in entrambi i casi, un saldo negativo (tra imprese che indicano variazioni in aumento e in diminuzione) del 20%. La manodopera è attesa costante dal 72% delle imprese e in diminuzione dal 25%.

     

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