Austerity in Provincia. Molgora non rinnova il contratto a due dirigenti

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    In Provincia sono arrivati i tagli. Anche quelli che in pochi si sarebbero aspettati. Il presidente del Broletto Daniele Molgora, infatti, ha deciso di non rinnovare l’incarico a due dei quattro dirigenti “a incarico” in forza all’ente. Fuori, dunque, sono Sabrina Medaglia, dirigente del settore Cultura e Turismo, e il comandante della Polizia provinciale Carlo Caromani (che resterà comunque in servizio, ma con qualifica e stipendio più bassi). Mentre sono salvi Giovan Maria Mazzoli, dirigente dei Lavori pubblici (accreditato di essere in quota Lega) e Gianmaria Tognazzi alla Protezione civile. Scelte che potrebbero avere ripercussioni anche sul fronte politico. 

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    1. E che dire della polizia provinciale che rimane di fatto senza il dirigente? Che dire dell’incarico per i lavori pubblici fortissimamente voluto e preteso dalla Lega a persona già in passato molto discussa?

    2. Cara redazione, il titolo non è corretto, fa solo scena: l’austerity molgoriana non c’entra nulla. I dirigenti a incarico sono diventati due da quattro che erano per un limite di legge.

    3. 1) NON MI PARE CHE TUTTE LE PROVINCE ABBIANO FATTO LO STESSO, LA LEGGE E’ AMBIGUA 2) SE ANCHE FOSSE LA RAGIONE DI FONDO, IMPOSTA O MENO, RIMANE LA STESSA

    4. Peccato che tra i due dirigenti dell’amministrazione provinciale sopravvissuti ai tagli, e rinominati, ci sia anche il dirigente del settore strade, quello che già un anno fa è stato nominato senza possedere il requisito professionale dei cinque anni di dirigenza o paradirigenza, oppure di un’esperienza professionale paragonabile.
      Nonostante ciò, oggi viene confermato e con la prospettiva di guadagnare anche la dirigenza d’area, nonostante la sua situazione, sotto il profilo della carenza del requisito professionale, sia migliorata solo di quell’anno e rotti di dirigenza immeritata.
      Del resto, a febbraio l’amministrazione aveva bandito una gara per la selezione del dirigente del settore strade, all’esito della quale ben 13 candidati erano stati valutati dagli uffici che avevano ritenuto ammissibile 10 candidature.
      Poiché la questione era, ed è, importante, sulla procedura è stato fatto più di un accesso agli atti, e quindi le 10 candidature sono note.
      E’ facile dire, anche a colpo d’occhio, che ce n’è più di una assai prestigiosa: impossibile capire come possa essere stata preferita quella dell’infungibile (così dichiarato dalla giunta) dirigente riconfermato, che ora si vede aprire anche la prospettiva della dirigenza di area.
      E allora, quale è il merito che ha fatto preferire il dirigente riconfermato a tutti gli altri candidati?
      Tempo Moderno lo ha scritto e riscritto fin dall’autunno del 2010: la fedeltà leghista.
      E, adesso, scrive che è difficile credere che questa nomina passerà senza difficoltà, perchè sono noti i malumori suscitati nella stessa maggioranza dalla forzatura operata dal presidente della provincia, e perchè è noto che tra i dieci candidati pretermessi ce ne sarà qualcuno che non se la mette via.

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