Pcb nel latte, inceneritore sotto accusa. A2A: “Correlazione senza alcun fondamento”

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    "In Italia inceneritori e cementifici continuano a bruciare rifiuti a due passi da campi agricoli. Un caso su tutti e’ costituito dal vecchio inceneritore di Brescia, dove sono state rinvenute tracce di diossina e policlorobifenile (Pcb) nel latte di ben 18 stalle di allevamenti vicini”. E’ quanto ha affermato alcuni giorni fa Andrea Zanoni, eurodeputato dell’Italia dei valori, che ha ricordato il caso di alcuni anni fa.

    Considerazione subito smentite da A2A." In merito alle dichiarazioni del parlamentare europeo Adrea Zanoni, A2A" si legge in una nota "desidera precisare che :

    1. la correlazione tra le diossine-pcb nei suoli, le 18 stalle menzionate e il termovalorizzatore di Brescia è senza alcun fondamento. Come già dimostrato, fin dal 1998 il contributo all’inquinamento, da parte dell’impianto, è di fatto zero e, a differenza di altre fonti, le sua emissioni sono costantemente e accuratamente misurate e sono molto inferiori alle disposizioni delle legge italiana e delle direttive comunitaria. Prima dell’accensione dell’impianto, nel 1997-98, su raccomandazione della Commissione tecnico-scientifica istituita dal Comune di Brescia, l’Asl eseguì tre campagne di rilevamento della qualità dei suoli nei riguardi dell’inquinamento, trovando in quantità diossine, pcb, metalli pesanti (in pratica la "storia industriale" di Brescia, non dissimile peraltro da quella delle altre aree industriali della nostra Regione). Le emissioni da altri impianti industriali sono continuate anche dopo tali campagne, come evidenziato dagli studi regionali. Il termovalorizzatore di Brescia è gestito nel pieno e rigoroso rispetto delle norme di legge e delle autorizzazioni rilasciate. Sin dall’inizio del suo funzionamento, e ben prima che la legge lo richiedesse, il termovalorizzatore è stato dotato di rilevazione in continuo delle emissioni, nonché, da oltre due anni, di sistema di campionamento in continuo dei microinquinanti.Tutti i dati delle emissioni vengono registrati e archiviati e sono costantemente a disposizione dell’Autorità di controllo, che effettua verifiche periodiche. Aprica SpA, società del Gruppo A2A, fornisce all’Osservatorio sul termovalorizzatore, istituito dal Comune di Brescia, tutti i dati aggiornati relativi alle emissioni e al funzionamento dell’impianto. Tali dati sono pubblicati con cadenza settimanale sui siti internet di A2A (www.a2a.eu) e di Aprica (www.apricaspa.it).

    1. Il termovalorizzatore di Brescia e’ entrato in esercizio nel 1998 ed è stato continuamente aggiornato nelle tecnologie, rimanendo all’avanguardia per quanto riguarda il rilevamento e la cattura delle emissioni. Non va dimenticato che nell’ottobre 2006 gli è stato attribuito un prestigioso riconoscimento per i risultati conseguiti dal Wtert della Columbia University di New York che lo ha classificato al 1° posto nel mondo, in particolare per i risultati ambientali e di recupero energetico.

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    1. Ancora con questa vecchia storia della Columbia University. Lo sanno anche i bambini che tra i facoltosi finanziatori di questa università c’è la società produttrice dei bruciatori dell’inceneritore di Brescia. Possibile che non sappiano più giocare una carta migliore
      da 13 anni a questa parte? Che tristezza!

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