Gardone Val Trompia, confermata la chiusura del punto nascita. Ma il pronto soccorso sarà potenziato

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Si è svolto nella mattinata di ieri, 30 Novembre 2011,l’incontro con la Direzione Spedali Civili richiesto dalle organizzazioni Sindacali Cgil-Cisl-Uil in merito alla chiusura del punto nascita di Gardone Val Trompia. Le Organizzazioni Sindacali hanno manifestato la loro preoccupazione per la scelta di chiudere il punto nascita a Gardone V.T. verificando  se tale scelta  è stata dettata  esclusivamente dalla  logica di tagli da effettuare sulla sanità Bresciana.

 

La Direzione degli Spedali Civile di Brescia ha motivato tale scelta in un ottica di applicazione delle leggi vigenti in materia ( numero dei parti che non arrivano alla soglia minima dei 500 previsti dalla legge) e in un ottica di sicurezza degli interventi possibili in una situazione così contenuta ( casistica e organizzazione per garantire il buon andamento del reparto).

Conferma la decisione presa in un ottica di  riorganizzazione che tenga conto delle necessità del territorio potenziando le attività ambulatoriali di ostreticia e ginecologia favorendo una stretta collaborazione  tra Brescia e Gardone V.T, il punto nascite degli Spedali Civili di Brescia verrà potenziato, raddoppiando entro il 2013 le sale parto dell’Ospedale Civile e i consultori pubblici della Val Trompia  gestiti da Civitas; è inoltre allo studio l’introduzione di consultori pediatrici specifici.

A fronte delle nostre preoccupazioni sul futuro del presidio ospedaliero di Gardone Val Trompia la Direzione Generale del Civile  conferma il potenziamento dei reparti di ematologia, oncologia e il mantenimento dei 20 posti letto di ginecologia e ostetricia.

In aggiunta a quanto già annunciato alla stampa in questi mesi la Direzione Spedali Civili ha dichiarato il concretizzarsi del  progetto di ristrutturazione, la riorganizzazione e il potenziamento del pronto soccorso  dell’ospedale di Gardone Val Trompia che a nostro avviso è la garanzia affinchè l’ospedale non venga depotenziato, ma invece mantenga la sua vocazione di presidio ospedaliero anche nel futuro.

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