Prende corpo il museo della Loggia, al via i lavori sugli affreschi della Sala dei Giudici

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Prende corpo il progetto di musealizzazione di palazzo Loggia. Il primo passo sarà la Sala dei Giudici, con gli affreschi del ‘500 scoperti negli scorsi mesi. Quella che fino a poco tempo fa era usata come sala stampa diventerà l’atrio d’accesso alla cupola della Loggia. Ma, visto il suo sorprendente valore, verrà valorizzata con un progetto ad hoc: a marzo partiranno infatti i lavori per recuperare le superfici affrescate, coperte per lungo tempo dagli intonaci. Verranno rimessi a nuovo anche le volte e il pavimento. Infine otto tele cinquecentesche dei fratelli Campi verranno ricollocate al loro posto. A quel punto la sala ritroverà il suo antico splendore e diventerà accessibile a cittadini e turisti. Al suo interno verranno collocati pannelli e impianti multimediali sulla storia di Palazzo Loggia. La fine dei lavori – che costeranno 620mila euro – è prevista per settembre 2012.

Ma questo sarà solo un intervento propedeutico alla musealizzazione del sottotetto del palazzo comunale. Dalla Sala dei Giudici si accederà infatti alla grande volta a carena rovesciata che ricopre la Loggia. Prima però bisognerà verificarne le condizioni. La copertura, infatti, ha bisogno di interventi urgenti. A guardarla da lontano, per esempio dal Castello, la cupola mostra un pericoloso abbassamento nella parte centrale. Ezio Giuriani, professore d’Ingegneria all’Università di Brescia e da oltre vent’anni studioso della Loggia ha calcolato che rispetto alla versione originaria vi sia stato un cedimento di ben 80 centimetri. La copertura fu costruita nel 1914 in sostituzione di un attico ottagonale in marmo realizzato da Vanvitelli nel 1771 (quello che si può vedere in alcune foto di inizio Novecento e che oggi giace abbandonato, accanto al Bigio, in un deposito comunale). La forma – una grandiosa copertura a carena rovesciata ricoperta da lastre di piombo e sostenuta da arconi in legno lamellare – riprendeva quella del tetto iniziale, andato distrutto in un incendio. Una soluzione che fin da subito ha dato segnali di fragilità a causa della tecnica costruttiva. La struttura è infatti formata da sette arconi reticolari composti da centinaia di assoni bullonati insieme. Infiltrazioni, cedimenti, età hanno reso precarie le sue condizioni. 

Da qui la necessità di intervenire. Il problema tecnico sta nel non poter usare come base di appoggio il soffitto del Vanvitelliano, troppo fragile. E’ stato prima necessario costruire un grande piano di lavoro, un impalcato formato da travi di abete massiccio di 25 metri, disposte in modo reticolare, ancorate sulla sommità dei muri perimetrali. Ora che l’impalcato è terminato (costo dell’intervento 1,5 milioni) sarà possibile allestire i ponteggi e ispezionare a fondo la volta in legno, verificare le condizioni delle centine e dei bulloni (milioni!) che tengono insieme le assi ed elaborare un progetto definitivo di restauro.

Finora i lavori (restauro della sala dei Giudici e impalcato) sono stati realizzati grazie a un finanziamento della fondazione Cariplo di 2,2 milioni. Per mettere mano alla volta bisognerà però reperire altre risorse. Ma l’amministrazione sta pensando di riqualificare anche gli scantinati dell’edificio. Intanto però, già nel corso del 2012, piccoli gruppi di cittadini potrebbero visitare il maestoso “volto nascosto” della Loggia. L’ipotesi che l’assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani sta accarezzando è quella di realizzare un’iniziativa dal titolo “Il mese della Loggia”, con iniziative dedicate al palazzo comunale.  

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