Basket, per la Centrale del Latte un 2011 spettacolare. Ma Costa lancia l’allarme: “Servono soldi”

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La Centrale del Latte Basket Brescia Leonessa chiude un anno entusiasmante dopo soli 3 anni di vita da quando, alcuni imprenditori guidati dalla famiglia Bonetti e con il supporto imprescindibile del Comune di Brescia con il Sindaco Paroli in testa, riportarono il basket di livello a Brescia dopo un ventennio.

Dal primo anno è passato un abisso soprattutto dal punto di vista organizzativo e di entusiasmo, cresciuto, quest’ultimo, in maniera esponenziale grazie all’impresa di metà anno che ha riportato la Leonessa nell’elite del basket italiano vincendo lo scudetto dilettanti in un crescendo esaltante. Un risultato storico ottenuto grazie alla capacità e sagacia di un tecnico come Sandro Dell’agnello ed alla volontà e all’estro di un gruppo di giocatori quanto mai coeso.

Quest’estate la mano sapiente del direttore Generale Ario Costa ha deciso di confermare il gruppo storico della promozione ed inserito tre straneri che stanno dimostrando in questa prima parte di campionato di essere, non solo tecnicamente preparati, ma umanamente splendidi non trovando nessuna difficoltà nell’inserimento nel gruppo storico. Ancora una volta la squadra ci sta sorprendendo raccogliendo fino ad ora risultati insperati, frutto del duro lavoro in palestra, che ha condotto la Leonessa al terzo posto in classifica nella Legadue-Eurobet.

“A volte – ha sostenuto la Presidentissima Graziella Bragaglio – mi sembra di vivere un sogno da cui non vorrei mai risvegliarmi, tanta è l’abnegazione di questo staff e di questi ragazzi nel portare alla ribalta il Basket Brescia Leonessa dopo quasi vent’anni di mancanza dalle serie professionistiche nazionali. Abbiamo vissuto un anno straordinario grazie a splendide imprese, come dimenticare le vittorie di Trapani e in questo campionato di Brindisi e di Barcellona Pozzo di Gotto, ma siamo sicuri che con l’aiuto della città e dei bresciani saremo ancora qui a combattere per posizioni di rilievo nel 2012.”

Restano però alcuni problemi societari, denunciati da Ario Costa pochi giorni fa al Corriere della Sera di Brescia: “Purtroppo l’addio a settembre dei Franchini e di Palazzani (detenevano il 65% delle quote societarie,ndr) ci ha messo in seria difficoltà. Ero ottimista, pensavo di riuscire a trovare sponsor pronti ad aiutarci grazie anche ai risultati. Ad oggi, invece, è ancora tutto fermo. Il progetto Brescia inizia ad avere crepe. Stiamo seminando, alcuni contatti sono avviati: ci hanno dato appuntamento ad inizio 2012, ma servono risposte urgenti. Sino a giugno si va avanti, è in discussione il futuro. Per affrontare la nuova stagione, servono soldi freschi subito. Entro fine febbraio è fondamentale che qualche imprenditore venga a darci una mano. La famiglia Bonetti, da sola, non ce la può fare. Graziella Bragaglio sarebbe ben disposta a lasciare la poltrona da presidente a qualcun altro. C’è la passione, ma nello sport non basta. A volte mi viene da pensare che gli industriali bresciani siano un pò tirchi, come noi liguri”.

 

 

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  1. Caro Ario, come darti torto. Speriamo bene, ma i tempi sono quelli che sono, e ai politici bresciani dello sport non ne e’ mai fregato nulla, tranne che nelle due settimane prima delle elezioni…

  2. Vorrei ricordare che ai politici Bresciani non è vero che non importa nulla dello sport , e in specifico del basket visto che anche grazie a loro non solo al Sindaco Paroli , ma al vice sindaco Rolfi all’assesore Taurisano ad alcuni consiglieri comunali che oggi possiamo vedere il Basket di alto livello ,la pallavolo ,la pallanuoto , il Rugby ,cosa manca ora ?? Manca una risposta importante dal mondo civile imprenditoriale non da quello istituzionale ,ed è li che la città sta perdendo è vero che il periodo di crisi e forte ma ci sono aziende che opera in nicchie di mercato che fanno grandi guadagni e fatturati, è a quelli che và il nostro appello un appello per la città per i migliaia di ragazzini che praticano questo sport , alle famiglie l’imprenditore che farà questo si impegnerà anche nel sociale e non solo nel fare profitti. Forza Ario tutto ciò che potevamo fare l’abbiamo fatto ora faremo l’impossibile.

  3. allora intendevo un’altra citta’ di Brescia, in una diversa galassia…pensavo fosse quella stessa citta’ nella qualo lo stadio – si fa per dire – di calcio cade (letteralmente) a pezzi, quella citta’ nella quale il basket gioco’ 15 anni "ospite" della associazione industriali e nella quale manca ancora oggi un palazzetto degno di questo nome..(ha fatto qualche trasferta ultimamente con la Leonessa? ha visto che palazzetti in giro per l’Italia?)

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