Nicoli Cristiani: “Ecco la mia verità, mai preso soldi”. Chiesti i domiciliari

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"La mia verità è questa, io non ho preso soldi". Con queste parole stamani si è rivolto ai giudici del riesame di Milano Franco Nicoli Cristiani, finito in carcere a fine novembre con l’accusa di avere intascato una tangente di 100 mila euro dall’imprenditore Pierluca Locatelli per accelerare autorizzazioni per la cava di Cappella Cantone nel Cremonese, da trasformare in discarica d’amianto.

L’ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo ha assistito all’udienza che si è tenuta stamane, durante la quale hanno discusso anche i legali di Pierluca Locatelli e Giuseppe Rotondaro, il responsabile dell’Arpa che secondo l’accusa avrebbe fatto da intermediario. La difesa di Rotondaro ha chiesto la scarcerazione, in subordine gli arresti domiciliari e sottolineato il fatto che l’Arpa ha sospeso il funzionario i primi di dicembre. L’avvocato di Nicoli Cristiani ha riferito ai giudici di ritenere semmai più appropriati gli arresti domiciliari per il suo assistito.

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UN COMMENTO

  1. Anche lui come Don verzè, messo in croce e in questo caso si parla di una croce in ghisa del peso di 15 tonnellate. Serve a reggere il peso del corpulento fascista e di tutte le balle che racconta. VERGOGNA!

  2. Se lui è innocente, i soldi trovati dai carabinieri in casa sua, in due mazzette da 50.000 euro di chi erano, di Babbo Natale…..allora auguri per la Befana!

  3. uno si trova l’appartamento vista colosseo senza saperlo, l’atro una busta sconosciuta piena di soldi in casa … se non fosse che abbiamo la benzina a 1,8 e stanno massacrando i nostri genitori sulle pensioni ci sarebbe da sorridere … ci vorrebbe che questi signoir (gialli, verdi, blu o neri che siano) capissero che il sipario è calato e i giochi sono finiti …

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