Bitumificio Gaburri, il Pd chiede nuovi approfondimenti

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L’autorizzazione per il trasferimento e l’ampliamento del bitumificio Gaburri in zona Buffalora potrebbe subire un piccolo ritardo. “Colpa” della richiesta dei commissari del Pd Valter Muchetti, Aldo Boifava e Giuseppe Ungari di una nuova riunione delle commissioni Commercio e Urbanistica dopo che il 9 gennaio scorso, in una seduta congiunta delle stesse, la maggioranza aveva negato la richiesta di approfondimenti sul tema. Approfondimento che, alla luce delle nuove preoccupanti rilevazioni dell’Arpa sul possibile inquinamento della falda acquifera nella zona sud-est della città, sembra quanto mai indispensabile per la sicurezza dei cittadini residenti a San polo e Buffalora.  In una nota divulgata dai gruppi consiliari del Pd, i tre commissari lamentano come <l’ampliamento di un bitumificio e la sua nuova collocazione nella zona est della città vada ad incidere ancora una volta in un territorio già troppo compromesso per la salute dei cittadini a causa dell’insediamento di attività industriali troppo impattanti per la qualità dell’ambiente – e continuano -. I risultati delle indagini fatte da Arpa ed Asl dimostrano inequivocabilmente che la situazione è molto delicata ed eventuali interventi di natura industriale ed urbanistica  in questa zona dovrebbero  essere oggetto di maggiori approfondimenti supportati da corrette e specifiche indagini>. Da qui la sollecitazione perché <alla riunione richiesta possano essere presenti anche i responsabili degli Uffici Arpa ed Asl di Brescia che hanno seguito l’evolversi delle indagini sulla salute dei cittadini  in questa zona>. I commissari democratici non dimenticano certo <le possibili ricadute lavorative> che deriverebbero dalla bocciatura del progetto Gaburri, ma ritengono <che il criterio della precauzione debba valere a maggior ragione in questa zona ed in questo periodo>. Del resto gli esiti delle analisi e degli approfondimenti condotti dagli enti preposti (Asl ed Arpa) in questi ultimi anni, fotografano una situazione ambientale tutt’altro che rosea e segnano un confine indelebile fra prima e poi, tra ieri e domani. I consiglieri Muchetti, Boifava e Ungari si augurano perciò che la riunione della commissione congiunta <si tenga quanto prima, soprattutto prima che venga dato il via libera all’autorizzazione di questa opera, autorizzazione che è sul tavolo dell’assessorato competente dall’anno 2009 – ricordano -. Sono trascorsi oltre 2 anni e non saranno certi altri 10-15 giorni necessari all’approfondimento della questione a causare danni all’imprenditore o, tanto meno, al Comune – e concludono -. Se l’affrettare una scelta potrebbe provocare danni seri e difficilmente reparabili ai cittadini bresciani, un più adeguato ed attento approfondimento costituirebbe invece senz’altro un reale servizio alla comunità>.

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