A2A rassicura i cittadini: l’acqua di Brescia è potabile

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L’acqua dell’acquedotto di Brescia è buona. Ad assicurarlo è A2A, che proprio oggi ha inviato una nota per precisare la situazione della Leonessa in seguito a “recenti notizie diffuse da alcuni organi di stampa riguardanti la contaminazione della falda sotterranea superficiale della città di Brescia”. Le indagini dell’Arpa nei 104 pozzi pubblici e privati della zona su ovest della città, infatti, hanno rivelato un inquinamento da cromo esavalente migliaia di volte superiore ai limiti di legge (5 microgrammi per litro). E in molti si sono preoccupati Ma la società di via Lamarmora precisa che “l’acqua distribuita in città attraverso l’acquedotto è potabile e rispetta ampiamente tutti i limiti stabiliti dal Decreto Legislativo n. 31 del 02/02/2001”. “L’acquedotto del Comune di Brescia gestito da A2A Ciclo Idrico”, continua il comunicato, “è rigorosamente controllato secondo un protocollo di analisi concordato con l’Asl, l’ente che verifica l’operato dei gestori del Servizio Idrico. Questo protocollo prevede il prelievo mensile di campioni di acqua ai punti rete di controllo (26 dislocati su tutto il territorio cittadino), rappresentativi della rete distributiva territoriale, oltre al campionamento dell’acqua presso le fonti di approvvigionamento e gli impianti di trattamento, la cui frequenza è variabile in relazione alla qualità dell’acqua grezza prelevata. Annualmente”, si legge ancora, “A2A Ciclo Idrico esegue sul sistema acquedottistico di Brescia circa 1.800 analisi chimiche e batteriologiche ed analizza oltre 10.000 parametri. Ogni anno tutte le analisi effettuate da A2A Ciclo Idrico vengono trasmesse in copia all’ASL di competenza”. Ancora, A2A Ciclo Idrico spiega che “già lo scorso anno (il 21/5/2011) aveva partecipato, al cinema S. Filippo Neri del Villaggio Sereno, all’assemblea pubblica organizzata dal locale comitato di cittadini, illustrando la situazione dell’acqua distribuita dall’acquedotto nella zona sud della città (Folzano, Villaggio Sereno, Fornaci e Chiesanuova), fornendo tutti i dati riguardanti la qualità dell’acqua distribuita per il consumo umano e confermando che tutti i parametri previsti dal D.Lgs 31/01 sono abbondantemente rispettati”.

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