Liberalizzazioni, i panificatori all’attacco: l’apertura domenicale ci metterà in ginocchio

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“Vogliamo dire ai nostri iscritti che siamo al loro fianco contro l’apertura domenicale degli esercizi e che ci stiamo battendo attivamente”. Torna a far sentire la propria voce in materia di liberalizzazioni il Sindacato panificatori della provincia di Brescia, questa volta insieme alla Fippa – Federazione italiana panificatori, panificatori pasticceri e affini.

Durante il Consiglio che si è tenuto a Roma la scorsa domenica, i rappresentanti di tutti i sindacati hanno rivolto un netto e unanime “no” all’articolo 40 del decreto legge sulle semplificazioni messo in cantiere dal Governo Monti, nel quale si tratta proprio della soppressione del vincolo di chiusura domenicale. Il dl è stato approvato un paio di settimane fa dal Consiglio dei Ministri, ma dovrà passare all’esame prima della Camera e poi del Senato prima di diventare attuativo.

“La Federazione ha già preso contatti con il Ministero delle Attività produttive – spiega Francesco Mensi, presidente del Sindacato panificatori della provincia e consigliere nazionale della Fippa -. Il problema maggiore è rappresentato dai costi. Le nostre aziende sono nella quasi totalità a conduzione familiare, ci possiamo permettere di assumere al massimo un operaio per la notte e una commessa per il giorno. Ma il lavoro è già calato in settimana, la domenica gli incassi non sarebbero così alti e la paga dei dipendenti andrebbe raddoppiata. Come ammortizzeremmo queste spese?”. Per non parlare del carico di lavoro, che sarebbe per le famiglie di sette giorni su sette. “I giovani già faticano ad avvicinarsi a questa attività – aggiunge Mensi -. Se il decreto diventasse legge una parte dei nostri laboratori artigianali andrebbe certamente incontro alla chiusura”.

Secondo il rappresentante bresciano dei panificatori (150 le attività legate al Sindacato e quindi all’Associazione Artigiani, 500 quelle attive complessivamente in provincia), il dl “sarebbe invece accolto assai positivamente dalla grande distribuzione, che non produce però pane fresco. Quest’ultimo è infatti inteso come prodotto nelle 12 ore, è più genuino e vanta materie prime di qualità”. In Consiglio è stato inoltre rimarcato la scorsa domenica come “sarebbero le Regioni a dover decidere in materia di giorni e orari di apertura”. In merito il Sindacato ha presentato nel mese di dicembre al Pirellone una bozza di legge, proposta che non intende lasciar cadere. “Faremo tutto il possibile per opporci alla liberalizzazione – conclude Mensi -. E’ un attacco alle piccole imprese”.

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  1. mi pare che non ci sia l’obbligo, ma la POSSIBILITA’, di aprire anche la domenica; se per alcuni è troppo oneroso terranno chiuso; chi vuole aprirà; non vedo il problema…

  2. Non c’è problema : chi vuole tenga chiuso e vada al lago : : andremo dalle fornerie degli extracomunitari, che fanno un ottimo pane e anche meno caro.

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