Strage, domani parte il processo d’appello. I pm chiedono il rinnovo dibattimentale

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Prenderà il via domani, martedì 14 febbraio, il processo d’appello per la strage di Piazza della Loggia. A quasi quarant’anni dall’eccidio che il 28 maggio 1974 provocò 8 morti e un centinaio di feriti, martedì si ritorna in aula a un anno e mezzo dalla sentenza di primo grado che assolse per insufficienza di prive i 5 imputati: alla sbarra i vertici di Ordine Nuovo del Triveneto Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi, il neofascista Maurizio Tramonte, l’ex ufficiale dei carabinieri, Francesco Delifino e Pino Rauti, tutti accusati di strage e assolti in primo grado.

Secondo la procura vi sarebbero nuovi elementi in grado di rafforzare la tesi che l’attentato fosse stato pianificato da esponenti dell’estrema destra. L’accusa sara’ rappresentata dai Pm Roberto Di Martino e Francesco Piantoni che chiederanno la rinnovazione dibattimentale. "Penso – ha spiegato il pm Di Martino a Bresciaoggi – che i tempi richiesti dalla rinnovazione non siano lunghi e possano essere quantificati in alcuni giorni. Per contro si tratta certamente di aspetti importanti da approfondire. Mi limito a commentare quello relativo agli esplosivi. Dire che si tratta di un esplosivo o di un altro significa togliere o dare credibilità a Digilio". Una richiesta appoggiata anche da Manlio Milani, presidente dell’associazione familiari vittime della strage: "Occorre la massima chiarezza, occorre che la sentenza che uscirà dal nuovo processo d’appello sia letta e accettata senza alcuna riserva" 

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