I volti del Romanino, in Val Camonica venti giorni d’iniziative dedicate all’artista

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L’associazione Cieli Vibranti presenta la prima edizione del festival “I volti del Romanino. Rabbia e fede”. Nelle tre chiese di Pisogne, Bienno e Breno affrescate da Girolamo Romanino, un festival che ripercorrerà le orme dell’artista con incontri, concerti, spettacoli originali. A fianco di serate di impostazione tradizionale – come i concerti lirici della celebre soprano Daniela Dessì a Breno e di Norma Raccichini a Bienno – ci sarà spazio anche per un progetto speciale del pianista e compositore Pierangelo Taboni e del videoartista Wladimir Zaleski, che si nutrirà delle suggestioni dell’opera del Romanino per una produzione artistica sperimentale

Il festival è un’iniziativa culturale dai caratteri originali dedicata alla figura di Girolamo Romanino, straordinario artista che è da sempre al centro di dibattiti e riflessioni, critiche e riscoperte, accendendo l’immaginazione di intellettuali quali Giovanni Testori, Pier Paolo Pasolini e Renato Guttuso. Non a caso la rassegna si apre con una tavola rotonda cui partecipano personalità di prestigio dell’arte e della cultura, col significativo titolo “Romanino, opera aperta”, per riflettere sull’attualità dei potenti interrogativi spirituali ed artistici che l’opera del pittore bresciano pone.

Il festival ospita anche una produzione originale, un progetto video e musicale dal titolo “ContemporaneaMENTE Romanino” curato dal pianista e compositore Pierangelo Taboni e dal videoartista Wladimir Zaleski. Ciò risponde alla vocazione dell’associazione Cieli Vibranti di farsi interprete del patrimonio culturale del territorio non in una prospettiva conservativa, ma trasformando le inestimabili ricchezze storico-artistiche in energia propulsiva per nuove forme di creatività.

Di alto livello sono anche tutte le altre proposte musicali, che spaziano dal recupero di rari ascolti dal tempo del Romanino con l’ensemble Oficina Musicum ad accostamenti tra suggestioni sacre e repertorio lirico nei concerti che vedono impegnate il soprano Norma Raccichini e il coro lirico bresciano “Giuseppe Verdi”; nel primo caso, la musica sacra e l’arte di Romanino hanno il competente commento di don Giuseppe Fusari. Ma questa stagione è una buona notizia anche per un’altra ragione, perché nasce dalla collaborazione tra le istituzioni del territorio, che hanno saputo fare squadra condividendo risorse e obiettivi. Il mio grazie più sincero va quindi alla Provincia di Brescia, alla Comunità Montana di Valle Camonica e alle amministrazioni comunali di Pisogne, Bienno e Breno per aver creduto nella nostra proposta e averla sostenuta con convinzione.

Nel 2013 la proposta coinvolgerà altri comuni che ospitano opere del Romanino. Per disegnare itinerari che dall’arte riconducono all’arte, restituendo la voce a capolavori che non cessano mai di affascinare, incantare e sedurre.

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