“Sequestrato” da tre ignoti mentre attacca i volantini di Rifondazione Comunista

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Questa mattina si è verificato un fatto molto più grave, increscioso e preoccupante. Nel comune di Rodengo Saiano, presso l’edicola collocata poco distante dal Municipio, un attivista del nostro partito stava attaccando dei volantini sulla bacheca della lista SìAmo Rodengo Saiano. Francesco Rolfi, questo il nome del nostro compagno iscritto a Rifondazione Comunista, fa parte della suddetta lista. I volantini avvisavano la popolazione sull’orario e sui luoghi dove il Comitato contro l’inceneritore avrebbe raccolto pubblicamente le firme per opporsi alla sua costruzione. Per compiere questa operazione Francesco aveva sostato con la macchina nel piccolo parcheggio dove è collocata anche la bacheca. Improvvisamente tre persone sono sopraggiunte, sbarrando con la loro macchina l’uscita dal parcheggio, ed in concorso tra loro hanno cominciato ad insultare ed a provocare il nostro compagno. Uno di loro brandiva una macchina fotografica, presumibilmente per immortalare una auspicata reazione da parte di Francesco, che invece per tutta risposta invertiva la direzione della macchina per raggiungere l’altro varco di entrata al parcheggio, ed abbandonarlo per quella via. I tre accorrevano a piedi e chiudevano anche questo varco, continuando con le provocazioni.

La situazione stava drammaticamente degenerando, quando sopraggiungevano i vigili urbani ad interrompere questo vero e proprio sequestro di persona. Del fatto sono stati informati anche i Carabinieri, e, insieme a Francesco stiamo valutando come partito le azioni da intraprendere, senza escludere una azione giudiziaria contro queste persone.

Certo che viene da chiedersi con preoccupazione, in generale, su quale sia il degrado della vita politica e democratica; ed in particolare su quali interessi e di quale natura siano in gioco in questa questione degli inceneritori. Non pare proprio che si possa ridurre il tutto a questioni di paese, soprattutto se si pensa alla “coincidenza” di due episodi che riguardano lo stesso soggetto: l’inceneritore di Paradello.

 

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  1. Sono uno dei tre "sequestratori& quot;. Ammetto candidamente di essere una frana come sequestratore, considerato che solitamente i sequestratori veri, durante un sequestro vero, non perdono tempo a chiamare le forze dell’ordine. Ebbene, ribadisco tutta la mia incapacità di fare come quelli veri, considerato che alle 9.42 dal mio cellulare è partita una chiamata alla volta del cellulare del Comandante della Polizia Locale, che mi auguro sia stata registrata, nella quale chiedevo un suo rapido intervento, per una questione a lui ben nota. In tutta risposta, nel breve volgere di 4 o 5 minuti, interveniva sul "luogo del sequestro" una pattuglia che constatava una situazione ben diversa da quella riportata nell’articolo. Siccome si tratta di materiale che verrà sicuramente trattato nelle opportune sedi, per il momento mi limito a restare esterrefatto delle modalità con le quali un partito politico (che tra l’altro mi vede tra i suoi elettori fin dalla sua nascita) detti comunicati stampa ad agenzie che non si curano minimamente di verificare la veridicità dei fatti, anche solo per conoscere il mio nome e non trattarmi come un "sequestratore ignoto" qualsiasi.

    mauro menini

  2. In effetti non pare proprio che di possa ridurre il tutto a questione di paese, ma addirittura più circoscritta. Un questione di partito. Spero che qualcuno spiegherà cosa si successo ma soprtutto il perchè.

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