Carrello della spesa sempre più povero, paragonabile a quello dell’80

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I consumi italiani e bresciani per la spesa sono tornati indietro di quasi trent’anni. In un rapporto presentato da Intesa San Paolo si legge “si deve tornare ai primi anni ’80 per scendere al di sotto dei 2.400 euro annui destinati al comparto agro-alimentare”, ossia alimentari, tabacchi e bevande. Meno 1,5 per cento rispetto al 2011, “si tratta in parte di un trend strutturale legato al minore consumo di alcune voci (come il tabacco) ma che segnala anche le evidenti difficoltà del consumatore italiano che, a fronte delle tensioni sul mercato del lavoro e sul reddito disponibile, riduce ulteriormente gli sprechi e modera gli acquisti anche in un comparto dei bisogni poco comprimibili come l’agroalimentare”.  Consumi che sono destinati a diminuire ulteriormente, visto che i redditi delle famiglie sono in continuo calo e il potere d’acquisto è sempre più ridotto.

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  1. Che diranno adesso i leghisti per l’ulteriore impoverimento a cui ci hanno condotto grazie alle loro "capacit&agrave ;" di governo con gli alleati del PDL, ora avversari per opportunità politica?

  2. che cavolo , metterla in politica e dare le colpe a questo o a quello non serve e niente! si sa che al governo si ingrassano tutti alla faccia nostra. il problema è che da quando esiste questo maledetto euro,non esiste più il risparmio, il potere di acquisto si è roso perchè il concambio lira euro ha penalizzato gli stipendi di tutti ( tranne dei politici ovviamente e dei super manager !!! ).

  3. il motivo principale è che tutto l’occidente si sta impoverendo e da ormai diversi anni siamo in decrescita. averlo negato ostinatamente come hanno fatto berlusconi e bossi ci ha ulteriormente penalizzato. ovviamente la crisi non è uguale per tutti: chi è più povero, più soffre. bisogna far pagare di più chi ha di più !

  4. Il punto è che l’euro oramai c’è da oltre 10 anni, ma le politiche infami per il paese bastano e avanzano a cominciare da quelle che ci hanno condotto alla catastrofe, altro che dire qualunquisticamente "basta metterla in politica". Chi ha rovinato milioni di lavoratori e gettato un’intera generazione di giovani in una condizione di precarietà continua, non può ora rifarsi il lifting all’opposizione o restarsene a sostenere il governo godendo di tali vantaggi, dovremmo cancellarli definitivamente dal futuro politico di questo strano paese che quando capisce cosa gli si sta rovesciando addosso comincia solo dopo a preoccuparsene. Un po’ come avviene per le alluvioni..

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