Il ministro Cancellieri inaugura l’anno accademico: “La Tav? Un’opera indispensabile che porterà sviluppo”

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La Tav? “Un’opera indispensabile che porterà lavoro e sviluppo”. E’ quanto ha detto questa mattina il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri durante l’inaugurazione dell’anno accademico – il 30esimo – dell’Università degli Studi di Brescia. Una cerimonia che è stata preceduta da alcune contestazioni del movimento No Tav dall’ateneo. “La Tav è un’opera importante per il Paese – ha detto il ministro – quindi vediamone gli aspetti positivi e cerchiamo di comprendere e alleggerire gli aspetti negativi”. Quanto alle proteste, “vanno gestite e seguite. Non è facile, ma bisogna coniugare la libertà d’espressione e manifestazione con il libero svolgimento delle attività. Su questo stiamo lavorando”.  

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  1. Massì, distruggiamo il paesaggio del lago di garda per sempre, sai che vantaggio arrivare a Venezia 10 minuti prima pagando il triplo del biglietto?
    A quando l’abbattimento del Colosseo per eliminare il raccordo anulare di Roma?

  2. "No! Roma non si tocca, scherziamo? Mentre quei paeselli lontani ed incivili cosa vogliono, sposteranno le loro quattro capre e saranno contenti perché in cambio avranno un paio di canali sat in più."
    S cherzi a parte la questione che pare non abbia capito nessuno è questa: comunque vanno avanti con la TAV, morti o non morti e proteste o non proteste, non basterebbe per fermarla neppure superare il famoso milione e mezzo di firme. Su alcune cose se notate i disaccordi dei partiti di colpo scompaiono.

  3. La linea AV Torino – Lione gode di un consenso pressoché unanime nel mondo politico ed in quello imprenditoriale,
    co nsenso che è un pessimo segnale sull’irresponsabilit à delle scelte di spesa.
    I benefici dell’opera sono di gran lunga inferiori ai costi e nessun privato è disposto a finanziarla.
    Le ricadute ambientali saranno modestissime e la linea AV rimarrà quasi deserta a meno che non vengano imposti divieti al trasporto su gomma.
    La politica del finanziamento pubblico della ferrovia ai fini del “riequilibrio modale” oltre che inefficace è iniqua, scaricando sul contribuente il costo dell’inquinamento altrui ed è quindi auspicabile venga abbandonata.

  4. I numeri del prof. Monti sono quelli del mago Otelma.
    Immaginiamo il prof. Monti travestito da studente (ovviamente fuori corso) che si presenta a un esame di economia alla Bocconi, di cui è stato anche Rettore; e che alla domanda: «Quando si presenta un’analisi costi benefici?» risponde «Dopo l’approvazione del progetto». Bocciato (sia Monti che il progetto) senza se e senza ma. Eppure è proprio questo che ha sostenuto Monti, vestito (e non travestito) da Presidente del Consiglio. Ma non è la sola insensatezza che ha detto sul Tav: c’è anche la promessa di viaggiare da Milano a Parigi in 4 ore (cioè, ad almeno 400 km/h tra Torino e Lione compresi i 57 e più chilometri di galleria); e l’improvvisa trasformazione in low-cost (a basso costo) dell’opera: grazie al rinvio sine die dei lavori per le tratte fuori galleria (ma chi ha detto che la Commissione Europea sia disposta a cofinanziare un affare simile?). Con questi assi nella manica il governo Monti ha annunciato una grande campagna di informazione (e di repressione) sul Tav. Complimenti!

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