Vandali e bulli in azione: la parrocchia di Rezzato ha chiuso l’oratorio per alcuni giorni

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(a.c.) Chiuso per bulli. Potrebbe essere questa la scritta che, simmbolicamente, si poteva trofare affissa sulle porte, sbarrate, dell’oratorio San Giovanni Bosco di Rezzato. Per quattro giorni, dall’8 marzo, l’ingresso alll’oratorio è stato infatti precluso ai normali frequentatori per permettere a tutti di fermarsi a considerare la gravità del comportamento tenuto da alcuni ragazzini. E’ capitato spesso infatti che dei veri e proprio "branchi" di adolescenti scorrazzassero nell’oratorio minacciando altri freqeuntatori, rispondendo in malo modo ai volontari che prestano il loro servizio, non avendo il necessario rispetto per le strutture messe a disposizione dal parroco di Rezzato don Lino Gatti. Da qui la decisione della chiusura, per consentire a tutti di fermarsi a ragionare su quello che vuol dire frequentare un oratorio. 

La decisione, inutile dirlo, ha provocato non poco dibattito all’interno del paese. Don Francesco Gasparotti, curato della parrocchia, stamane è interventuto sulla questione direttamente sulle colonne del Giornale di Brescia: «Spesso i genitori stessi sono incapaci di gestire i propri ragazzi e le loro intemperanze. Questi quattro giorni vogliono essere una pausa di riflessione per tutti. È necessario ripartire pretendendo comportamenti più rispettosi e uno spirito di autentica aggregazione. Dobbiamo far capire ai ragazzi che chi entra nell’oratorio deve tenere un comportamento consono al luogo, che deve essere sì accogliente secondo certi principi di aggregazione, ma non luogo di intemperanza. Dobbiamo far capire anche che l’oratorio è uno spazio aperto a tutti, senza distinzione di religione e cittadinanza. Uno spazio nel quale tutti però sono tenuti all’osservanza di elementari regole di comportamento».

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