Caso Belsito, anche per la Lega bresciana è il momento della verità

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Il momento della verità, in casa Lega, appare sempre più vicino. Dopo lo scoppio del caso Belsito e dei presunti soldi girati indebitamente alla famiglia Bossi, infatti, lo scontro tra maroniani e cosiddetto cerchio magico si sta facendo più duro. E favorevole ai primi, che da mesi vanno indicando nell’entourage del leader uno dei problemi principali del Carroccio. “A uno come Belsito le casse della Lega non si dovevano dare e di più, non si dovevano confermare”, ha dichiarato il vicesindaco e segretario provinciale Fabio Rolfi a Bresciaoggi, aggiungendo: “Celebriamo i congressi subito, senza tentennamenti”. Mentre la presidente del consiglio comunale Simona Bordonali, allo stesso giornale, ha esplicitato quello che tutti i maroniani vanno predicando da un pezzo: “Umberto è estraneo ma le persone attorno non so”. E l’ex segretario Stefano Borghesi, lapidario come sempre, ha commentato: "E’ ora che si faccia pulizia". Parole che suonano come bastonate all’indirizzo dell’ala – minoritaria a livello di militanti e sezioni – rappresentata nella Leonessa da Monica Rizzi, Renzo Bossi e (in posizione di “appoggio esterno”) pare anche dal presidente del Broletto Daniele Molgora.

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  1. dove girano tanti soldi sono tutti ugualiiii.Non saranno di certo i leghisti tutti puri ed immacolati!!!per&ogr ave; hanno sempre criticato gli altri.BRAVI….

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