Qualità dell’acqua nelle mense scolastiche, la polemica continua nonostante le rassicurazioni di Arcai

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Con una nota, Stefania Caldera – rappresentante dei genitori della Scuola dell’infanzia "S. Filippo Neri" del Villaggio Sereno – torna a chiedere chiarezza sulla questione della qualità dell’acqua delle mense scolastiche cittadine. Lamentando la mancanza di analisi e informazioni da parte delle istituzioni preposte, nonostante il comunicato stampa con cui l’assessore Arcai aveva chiarito – sulla base di analisi effettuate il 16 marzo in diverse scuole – che “L’acqua delle mense scolastiche comunali è sicura e i valori di cromo esavalente sono pienamente nella norma”.

 

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

Nei giorni scorsi parecchi organi di stampa si sono interessati alle vicende legate ai problemi ambientali e, più specificamente, dell’acqua presente nell’acquedotto comunale e nelle falde della zona sud della città. La serietà del tema e la preoccupazione diffusa tra i cittadini meritano la vigilanza tanto delle autorità preposte alla sicurezza e alla tutela della salute quanto degli organi di informazione che opportunamente mantengono viva l’attenzione. Alcuni articoli apparsi sulla stampa locale hanno però in alcuni casi riferito inesattezze o citato a sproposito fatti, persone e situazioni tanto da richiedere doverosi chiarimenti. In modo particolare desideriamo offrire un contributo di chiarezza relativamente alla situazione della nostra scuola dell’infanzia. Come rappresentanti dei genitori ci siamo attivati fin dai primi giorni di febbraio nei confronti dell’Amministrazione Comunale manifestando la nostra preoccupazione e dichiarando l’intenzione di somministrare direttamente acqua in bottiglia per i pasti consumati dai nostri figli durante il pranzo a scuola. Essendo stata negata direttamente dal Comune tale possibilità, con altra lettera del 20 febbraio ci siamo rivolti agli Assessori Arcai e Vilardi, sottoscrivendo in 107 genitori, chiedendo: 1. un’analisi completa e dettagliata – nel più breve tempo possibile – dell’acqua erogata a scuola e somministrata ai bambini durante i pasti; 2. una più frequente analisi delle fonti e dei pozzi che immettono acqua nell’acquedotto della zona sud, territorio fortemente compromesso e inquinato; 3. la pubblicazione periodica, sul sito del Comune e attraverso le bacheche delle scuole e della Circoscrizione, delle analisi mensili effettuate da A2A sulla rete di distribuzione; 4. la fornitura di acqua in bottiglia fino al momento in cui verranno resi pubblici i dati delle analisi dell’acqua distribuita nella scuola. Non avendo ottenuto ad oggi alcuna risposta, abbiamo provveduto nei giorni scorsi a prelevare personalmente l’acqua erogata nella Scuola e, a nostre spese presso un laboratorio privato, a sottoporla ad analisi per le quali siamo in attesa di esito. In questi mesi abbiamo trovato nella Direzione e nel personale della Scuola “S. Filippo” piena collaborazione, disponibilità al confronto (è stato promosso un incontro per i genitori sul tema) e, nel rispetto delle indicazioni imposte dal Comune, piena solidarietà al fine di garantire trasparenza e tranquillità. Ci ha stupito e rammaricato leggere che nella scuola il regolamento che proibisce l’introduzione dell’acqua in bottiglia fornita dalle famiglie verrebbe aggirato con l’invenzione di finte feste di compleanno organizzate da alcuni genitori. Quella che forse era circolata come una provocazione nei confronti dell’Amministrazione Comunale – subito apparsa troppo distratta e poco solerte nei confronti delle richieste dei genitori – non è certo mai avvenuto. Se non altro per la consapevolezza che bibite di vario tipo (imbottigliate chissà dove e chissà con quale acqua…) non sono certo più sane dell’acqua erogata dalla rete pubblica. Resta invece ferma la richiesta rivolta all’Amministrazione comunale di Brescia di effettuare periodici e puntuali controlli, di pubblicizzare i dati e di fornire, fino a quel punto, acqua in bottiglia. Spiace che a distanza di un mese e mezzo dalla nostra lettera né l’Assessore alla Pubblica istruzione né quello all’Ambiente ci abbiano risposto, costringendoci ad autotassarci ed auto-organizzarci per poter sapere cosa bevono i nostri figli a scuola… In questi giorni abbiamo preso visione dei dati pubblicati dall’ASL e delle generiche rassicurazioni di quanti si limitano a ricordarci che quanto presente nell’acquedotto rispetta i parametri fissati dalla normativa ma riteniamo che 107 genitori che si rivolgono al Comune meritino almeno una risposta o possano ottenere uno spazio di confronto diretto con chi ci amministra senza bisogno di parlarci tramite i giornali, soprattutto quando questi – al pari di quelle dell’acqua – sono fonti su cui non si può fare troppo affidamento…! La rappresentante dei genitori Stefania Caldera

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