La Rizzi difende Bossi Jr e contrattacca i maroniani. Ma in Regione potrebbe avere i giorni contati

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Renzo Bossi si è dimesso. Rosy Mauro – volente o nolente – lo seguirà a giorni. Ma anche per l’assessore regionale allo Sport Monica Rizzi le prossime ore potrebbero essere decisive. Secondo le informazioni raccolte da Bsnews.it, infatti, giovedì alle 16 si terrà una riunione del federale del partito per discutere anche della questione Rizzi. E se dovesse passare la linea del capogruppo in regione Stefano Galli (qui le dichiarazioni di domenica), il partito potrebbe chiedere a stretto giro a Formigoni di revocare le deleghe alla politica camuna. L’esito del confronto interno non è scontato. Ma la certezza è che il fronte maroniano non mollerà la presa sulla Rizzi, forse la figura più vicina a Bossi Jr e al cosiddetto cerchio magico nella Leonessa.

E di certo non rassereneranno il clima le ultime dichiarazioni rilasciate ieri dalla Rizzi alla trasmissione di Radio 24 La Zanzara. “Se Maroni diventasse leader della Lega il partito morirebbe in sei mesi”, ha detto l’assessore regionale. Quindi ha definito l’autista che ha filmato il figlio di Umberto Bossi “un verme, un traditore, un infame” perché “Renzo è sempre stato umano con lui”. Ancora la Rizzi ha difeso il Trota dall’aver utilizzato i soldi dei rimborsi e sottolineato che il Trota “ha un quoziente di intelligenza più alto di quello che credete voi e ha dimostrato di non essere attaccato alla poltrona: può tornare a fare politica sul territorio. D’altra parte anche Maroni due anni fa diceva che lo avrebbe votato a Brescia”.

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