Siderurgica Investimenti, conti in ordine e produzione al 60 per cento

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Siderurgica Investimenti, holding di controllo del gruppo Alfa Acciai , ha reso noto il bilancio consolidato al 31 dicembre 2011. Il fatturato di gruppo di 1,47 miliardi di euro, più della metà generato in Italia, ha visto un incremento del 18% sui ricavi del 2010, mentre l’utile netto si attesta a 3,6 milioni di euro contro i 5,97 del 2010, in flessione del 31%.

Il Gruppo siderurgico di San Polo, leader nel settore tondo per cemento armato, ha chiuso i conti del 2011 con un cash flow di 30 milioni di euro contro i 31 dell’esercizio precedente, l’ Ebit pari a 11 milioni è sostanzialmente in linea con il 2010; anche l’Ebitda, circa 37 milioni di euro, è stabile rispetto all’anno prima. Migliora di oltre 13 mil di € la posizione finanziaria netta. Investimenti e ammortamenti, rispettivamente per 26 e 25 milioni di euro circa, rispettano l’andamento del precedente esercizio e mantengono la preponderanza nell’ambito degli interventi a salvaguardia di ambiente e sicurezza.

L’andamento evidenzia una forte continuità, stabilità ed equilibrio dei conti, rispetto ad un contesto di crisi del settore e denota una capacità del management del gruppo Alfa Acciai di governare la fase recessiva: Alfa acciai è infatti l’unica azienda siderurgica bresciana nel settore dell’edilizia a mantenere i conti in leggero utile, nel triennio di fase negativa del ciclo, (2009, 2010, 2011).

La strategia del Gruppo di San Polo, come informa una nota, è infatti focalizzata sul consolidamento della fase produttiva senza troppe accelerazioni, per continuare a perseguire un basso punto di break-even, che già negli anni precedenti ha consentito di raggiungere risultati di leggero utile, pur a fronte di un utilizzo del 60% della capacità produttiva. Quindi si è continuato a perseguire la ricerca di efficienza, specialmente in ambito energetico, a fronte di un aumento delle tariffe elettriche, pesantemente modificatesi a causa del sempre maggior peso del fotovoltaico . Si conferma la validità del contratto di solidarietà, fondamentale per fronteggiare l’eccedenza di organici e di capacità produttiva, ma diventato prezioso anche come strumento di flessibilità operativa necessaria per seguire le fluttuazioni dei mercati e evoluzioni delle fasce orarie delle tariffe elettriche. Si è anche intervenuto sul prodotto, allargando e aggiornando la gamma in funzione sia delle esigenze della clientela, sia dei traguardi di ecocompatibilità che l’azienda si è data. E’ ormai nota a tutti l’eccellenza ambientale raggiunta dal gruppo, adottando impianti e processi che pongono l’azienda ben al di sotto dei limiti di emissioni ambientali previsti dalle norme.

A livello di mercato italiano, il 2011 ha fatto registrare un calo significativo delle attività di costruzione, con diretto impatto sulla domanda di tondo per cemento armato. Viceversa, si sono presentate opportunità nei mercati dei paesi in via di sviluppo: la regione del MENA ( Middle East e North Africa ) ha rappresentato un importante sbocco per i produttori europei, russi e turchi. Proprio questi ultimi sono cresciuti, forti della loro competitività basata su costi energetici e del lavoro, unitamente a vantaggi logistici. Agli europei, specialmente ai produttori spagnoli ed italiani, è rimasto soprattutto lo sbocco in Algeria, grazie all’esenzione dei dazi a beneficio dei paesi europei. “Per Alfa Acciai – afferma il presidente Ettore Lonati – l’opportunità Algeria si è tradotta più che altro in compensazione della riduzione di domanda sul mercato italiano, più remunerativo in termini di prezzi. Si è dunque previlegiata – prosegue Lonati- “una strategia di prudenza nella gestione e nella capacità di generare reddito, tenendo sotto controllo crediti ed indebitamento, evitando di dipendere troppo dai mercati emergenti, dove la situazione geopolitica è incerta e i produttori italiani hanno un handicap competitivo strutturale, dovuto ai costi energetici e del lavoro”.

Il primo semestre del 2012 ha visto un’ulteriore contrazione della domanda in Italia e non appare in prospettiva nessun segnale di inversione di tendenza.

Il gruppo punta sempre di più sulla sua articolazione complessiva. Oltre all’azienda storica, l’Alfa Acciai di S.Polo, da una parte c’è Ferroberica, leader nel europeo nella sagomatura e posa in opera di acciai per cemento armato, che con i sui stabilimenti di Vicenza, Cavarzere e Catania, offre alle grandi imprese di infrastrutture una solida partnership, rappresentando un’integrazione a valle per il gruppo.

Sempre a Catania, Acciaierie di Sicilia è diventata una realtà all’avanguardia, competitiva e affacciata ai mercati che più stanno crescendo, essendo logisticamente protesa nell’area sud del Mediterraneo. Grazie a questo, il suo fatturato nel 2011 è cresciuto del 25% .

Infine il gruppo controlla anche la società tedesca TSR, con due rilevanti partners tedeschi: Remondis, leader europeo nella raccolta e valorizzazione dei rifiuti (5 miliardi di € di fatturato) e Cronimet (3 miliardi di € di fatturato), leader nel campo della produzione, distribuzione e riciclo della materia prima per la produzione di acciaio inox, ferroleghe e altri metalli primari. Con questi ne esercita pariteticamente la gestione, grazie ad una forte complementarietà di esperienze e competenze. TSR è azienda leader in Europa nel trading di rottame, con 8 milioni di tonnellate movimentate all’anno, 2000 dipendenti, 150 siti produttivi e più di 3 miliardi di fatturato, che viene consolidato nel bilancio di gruppo per un valore di 600 milioni di Euro.

A proposito di partnership è interessante menzionare anche quella siglata quest’anno con l’azienda americana Harsco, inizierà a gestire il parco rottami e scorie dello stabilimento di San Polo verso la fine dell’anno, una volta installati gli investimenti previsti pari a 13 mil €. Questa iniziativa, insieme ad altre innovazioni tecnologiche, consentiranno di aumentare l’efficienza nei processi dell’acciaieria e di ridurre l’impatto ambientale.

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