Chiusura uffici postali, Rolfi: “E’ fondamentale battersi per mantenere i servizi essenziali”

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Sarà ancora una volta l’utenza, cioè i cittadini bresciani a pagare le spese di una inefficienza che deve essere calcolata su base nazionale e non territoriale. Il quotidiano ‘La Repubblica’ riportava ieri i numeri del ridimensionamento che ‘Poste Italiane’ intende operare sul servizio postale. A Brescia e in provincia potrebbero essere addirittura 16 gli uffici postali che chiuderanno per sempre. ‘Poste Italiane’ le considera infatti sedi inefficienti, antieconomiche e che non svolgono un numero sufficiente di operazioni da giustificarne costi di personale e di sede. Le 16 realtà bresciane che potrebbero essere chiuse per sempre sono l’ufficio di Lamarmora in città e gli uffici a San Pancrazio di Palazzolo, Calvagese della Riviera. Coniolo di Orzinuovi, Ludriano di Roccafranca, Corticelle di Dello, Remedello Sotto, Campione del Garda, Gorzone di Darfo Boario Terme, San Colombano di Collio, Pilzone di Iseo, Nozza di Vestone, Ponte Zanano a Sarezzo, Lumezzane Pieve, e Bogliaco e Navazzo a Gargnano. Per la Lega Nord è impensabile che zone territorialmente svantaggiate debbano subire ancora una volta il duro colpo di logiche mercantilistiche. Gli anziani di Collio, Gargnano o Nozza potrebbero vedersi obbligati a delle vere e proprie traversate per riscuotere 400 € di pensione. Per il segretario provinciale del Carroccio bresciano, Fabio Rolfi, ”E’ fondamentale battersi affinché vengano tutelate queste aree territoriali e che continuino ad essere offerti i servizi essenziali. Inoltre se ‘Poste Italiane’ come dichiarato deve ridimensionare i costi di sede e personale, dove finiranno i dipendenti di queste sedi??”

 

 

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