Sfratto degli abusivi di via Michelangelo, ancora discussioni e ennesimo rinvio

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Lunedì un uomo aveva tentato di darsi fuoco cospargendosi di benzina per evitare lo sfratto impostogli dall’ufficiale giudiziario. Oggi al piano terra del condominio di via Michelangelo 106 la situazione non sembra essere migliorata, anzi, gli abusivi che abitano i locali adibiti a negozi non sembrano intenzionati ad andarsene. La contrattazione è andata avanti per un paio d’ore ma le due donne che occupano i suddetti locali, entrambe mamme di bambini piccoli, hanno dichiarato che sono disposte ad andarsene dal “negozio” solo se il Comune concederà loro due appartamenti nei quali vivere. I toni tra il personale dell’aler, titolare dell’immobile occupato, e i rappresentanti del magazzino 47 che sostengono la protesta degli occupanti, si sono di nuovo infiammati. All’interno dell’abitazione sembra esserci ancora una tanica di benzina, ma questa volta nessuno ha compiuto gesti inconsulti. La situazione si è risolta solo verso l’ora di pranzoi quando lo sfratto è stato rinviato.

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UN COMMENTO

  1. ma il sindaco che fa? lascia che i cittadini si scannino, non pensa che occorra dare una soluzione alla disperazione? manda i vigili per mettere la gente per strada e poi cosa succede? cosa fa la gente per strada senza una casa?

  2. i soliti … sempre ….. i soliti di Magazzino 47 — ma quante volte è già stato scritto il perchè questi "signori" gobbi, vicini, lombardi (capi carismatici del magazzino 47 e miliardari di famiglia) non li ospitano nelle loro case di proprietà ….. che sono tante e ben tenute ???

  3. c’era una canzone tanti anni fa, che girava sulle radio private, in dialetto, che diceva, piu’ o meno…vado a memoria…:" Chel che l’e’ me l’e’ to… no! no! chel che l’e’ to l’e’ me… se! se!…fomm finta de nient, tiromm aanti isse’…era perfetta come inno dei magazzinieri…

  4. c’é chi gioisce a vedere la disperazione della gente per strada che dorme sotto i ponti. evidentemente non appartengono alla civiltà ma alla giungla, dove chi non ce la fa soccombe. un città civile dovrebbe dare soluzioni agli ultimi, perché´ultimi, prima o poi lo saremo tutti.

  5. Be’, sarebbe perfetta anche per quelli che con i soldi pubblici comprano al doppio gli immobili dai privati, e che invece ai privati vendono a metà prezzo gli immobili pubblici. Solo che non è una canzone di tanti anni fa, è molto in voga anche adesso, nell’indifferenza dei soloni censori…

  6. Prima di tutto occorre essere informati per evitare di dire falsità solo per attaccare chi difende i diritti di tutti (a proposito, molti commentatori di questo sito hanno sempre attaccato gli attivisti contro gli sfratti perchè questi ultimi, a loro dire, difendono solo gli immigrati….qui le persone coinvolte sono italiane…). Innanzi tutto le due famiglie in questione non hanno occupato un vero appartamento, assegnabile a chi è in graduatoria ALER, bensì un locale che avrebbe dovuto essere adibito a negozio e che era sfitto ed in stato di degrado da anni; le famiglie chiedono di poter essere regolarizzate, di pagare per restare in questo alloggio in quanto non trovano appartamenti sul mercato privato (il loro reddito è basso e precario). La trattativa di oggi prevedeva il passaggio da questo locale ad un altro alloggio temporaneo di emergenza, non ad un appartamento ALER scavalcando le graduatorie. Questo ad onor di verità. Infine una domanda: i militanti del Magazzino, Diritti per tutti o altri dovrebbero risolvere personalmente il problema abitativo di migliaia di sfrattati, senza casa, indigenti, ecc. ospitandoli tutti a casa loro? Non siate ridicoli, sig Feroldi e c.; queste emergenze sociali dovrebbero essere affrontate e risolte dallo istituzioni che invece proseguono con politiche che cancellano i diritti universali, come quello all’abitazione anche per chi si trova in condizioni economiche precarie o senza reddito. Questo è il problema

  7. Prima di tutto occorre essere informati per evitare di dire falsità solo per attaccare chi difende i diritti di tutti (a proposito, molti commentatori di questo sito hanno sempre attaccato gli attivisti contro gli sfratti perchè questi ultimi, a loro dire, difendono solo gli immigrati….qui le persone coinvolte sono italiane…). Innanzi tutto le due famiglie in questione non hanno occupato un vero appartamento, assegnabile a chi è in graduatoria ALER, bensì un locale che avrebbe dovuto essere adibito a negozio e che era sfitto ed in stato di degrado da anni; le famiglie chiedono di poter essere regolarizzate, di pagare per restare in questo alloggio in quanto non trovano appartamenti sul mercato privato (il loro reddito è basso e precario). La trattativa di oggi prevedeva il passaggio da questo locale ad un altro alloggio temporaneo di emergenza, non ad un appartamento ALER scavalcando le graduatorie. Questo ad onor di verità. Infine una domanda: i militanti del Magazzino, Diritti per tutti o altri dovrebbero risolvere personalmente il problema abitativo di migliaia di sfrattati, senza casa, indigenti, ecc. ospitandoli tutti a casa loro? Non siate ridicoli, sig Feroldi e c.; queste emergenze sociali dovrebbero essere affrontate e risolte dallo istituzioni che invece proseguono con politiche che cancellano i diritti universali, come quello all’abitazione anche per chi si trova in condizioni economiche precarie o senza reddito. Questo è il problema

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