Castelcovati in ginocchio. Appello del sindaco al Broletto e raccolta firme contro la crisi

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I recenti dati sulla crisi nella Provincia di Brescia confermano lo stato di grave difficoltà in cui versa il territorio bresciano. Nel Comune di Castelcovati, Paese che in passato è stato uno dei motori dell’economia locale, soprattutto nel settore dell’edilizia, si è creata una situazione di vera e propria emergenza. Da tempo, infatti, si assiste ad un’inarrestabile recessione, che colpisce pesantemente le famiglie, in condizioni di ristrettezza economica, con conseguenti ed inevitabili malumori sociali.

Il 19 luglio scorso, il Consiglio Comunale di Castelcovati ha approvato all’unanimità una mozione della Lega Nord finalizzata a sollecitare l’adozione di iniziative concrete da parte degli organi istituzionali per fronteggiare detta crisi, che sta mettendo in difficoltà l’intera comunità . Il 27 luglio il sindaco di Castelcovati Camilla Gritti (nonché consigliere provinciale), ha presentato in consiglio provinciale mozione urgente ed è sta approvata all’unanimità. Questa mattina – in piazza Martiri della Libertà a Castelcovati – si è tenuto un gazebo con raccolta firme per sostenere l’appello. Ed ora si attendono misure concrete per un paese che rischia di essere messo in ginocchio dalla crisi dell’edilizia.

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UN COMMENTO

  1. Va bene, c’è la crisi e ci sono persone in difficoltà. Solo a Castelcovati? Sono tutti imprenditori edili a castelcovati? Se sì pensavo di cementificare tutto il bresciano? E’ normale che ci sia la crisi dell’edilizia, era un settore gonfiato ad arte ed è auspicabile che si sgonfi. Per il bene di tutti, economia compresa.

  2. l’economia di castelcovati si è sempre basata sull’edilizia (come del resto in altre aree d’italia si sono creati distretti della moda, dell’arredamento, ecc…) lì è un distretto dell’edilizia.La questione non è certamente cementificare ma se su 6700 abitanti ci sono quasi un migliaio di uomini disoccupati (e altrettante famiglie a loro collegate) capisci che la situazione è grave. Servono interventi e ammortizzatori sociali straordinari.

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