Croissant avariati, i Nas ne sequestrano 20 tonnellate. Denunciato il titolare dell’azienda

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Venti tonnellate di merendine e prodotti dolciari vari stoccate in un magazzino abusivo. E’ quanto hanno scoperto i Nas della Lombardia in collaborazione con l’Asl di Brescia in un magazzino abusivo della nostra città. Croissant e merendine, stoccate alla rinfusa insieme ad imballaggi, materiali in disuso ed attrezzature meccaniche, erano soggette a sbalzi termici e all’incursione di animali infestanti dato che la struttura era priva di protezione e coperta con fogli di eternit in parte mancanti. I Nas, inoltre, hanno appurato che parte della merce stoccata era costituita da dolciumi già inviati all’estero, ma respinti e rimandati al mittente perché non conformi alla normativa del paese destinatario. L’operazione, denominata “Dolce Forno”, ha consentito ai Carabinieri di Brescia e all’Asl di sequestrare l’intero quantitativo della merce, del valore di circa 700 mila euro, e di denunciare all’Autorità giudiziaria il titolare dell’azienda dolciaria per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

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  1. ECCO LA SOLITA ITALIANETTA… BLA…BLA…BLA… MA I NOMI NON ESCONO !!! E ALLORA CHE CI FRREGA DI STO’ ARTICOLO??????

  2. I nomi non li metto semplicemente perchè non si è ancora stabilito cosa sia successo. E perchè dire che uno "vuole vendere" cibi avariati solo perchè glieli hanno trovati stoccati non è possibile. Altrimenti quando poi la ditta avrà dimostrato che la roba scaduta l’ha messa lì in attesa di smaltimento (che vuol dire ad esempio: la vendo ad una ditta di concimi), dopo scatta la querelina… Infatti, se leggete bene, la denuncia è per "detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione", non c’è scritto che li volevano vendere ai consumatori. Occhio con le "sentenze" quando non si sa di cosa si sta parlando…

  3. Magazzino abusivo, animali infestanti, merce stoccata con fogli di eternit…bhe…ades so mi sento più tranquillo. In fin dei conti era cibo respinto dal paese destinatario e rimandato appunto al mittente.

  4. infatti basta che segnalino i nomi di questa azienda con "alimenti in cattivo stato di conservazione" che sicurissimamente non sarebbero stati venduti …

  5. Se vogliamo fare ironia, sono abbastanza bravo anche io. E’ che quando arrivano le querele, di solito si smette di ridere: sarà per quello che non vengono pubblicati i nomi? Tu hai elementi per dire che quei prodotti li avrebbero venduti per il consumo umano? Io no…

  6. Leggo: "I Nas, inoltre, hanno appurato che parte della merce stoccata era costituita da dolciumi già inviati all’estero, ma respinti e rimandati al mittente perché non conformi alla normativa del paese destinatario". Ora qualcuno mi spieghi perchè se io pago in ritardo una retta, una cambiale, una rata, viene segnalato come cattivo pagatore, mentre questi devono essere tenturi nell’anonimato dopo un intervento dei Nas. Se la loro merce era destinata ad una ditta di mangimi che senso aveva rimandarli indietro? Comunque lungi da me fare della polemica sul nominare o meno l’azienda. Per altro, a Flero, qualche annetto fa, se la memoria non mi fa difetto, venne chiusa un fabbrica di dolciumi per lo stesso motivo. Come disse. A pensare male si fa peccato ma il più delle volte ci si azzecca.

  7. Senza voler difendere per forza,erano in attesa di essere distrutti o messi in vendita,perchè da quello che ho capito le confezioni erano scadute,ma forse ho capito male

  8. Ho visto oggi il servizio su Teletutto: se non avessero detto che si trattava di una operazione dei NAS, sembrava un normale magazzino come un altro. Gli alimenti possono essere respinti per mille motivi: ad esempio se il Paese destinatario (che non ci hanno detto quale fosse) ha delle regole "diverse" dalle nostre (provate ad esportare il prosciutto crudo in Russia, poi mi fate sapere). "Diverse" vuol dire che magari manca un dato sul documento di trasporto che accompagna le merci. Oppure la ditta che riceve gli alimenti può avere tra le sue regole che la data di scadenza sia lontana almeno due mesi: dunque i prodotti potevano nemmeno essere già scaduti e sono stati respinti. Si potrebbe andare avanti all’infinito. La questione è: è stata data la notizia di un sequestro; in attesa che si stabilisca cosa è successo (perchè non si sa cosa è successo), è più corretto non fare il nome. Altrimenti poi chi ha fatto il nome attribuendo "intenzioni" che magari non ci sono, si becca una querela.

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