Moschea di viale Piave, i giudici riaprono le porte del centro islamico

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I giudici del Consiglio di stato sdono stati chiari: l’ordinanza della Loggia che chiudeva la sede dell’associazione islamica di viale Piave va sospesa in quanto ne va dell’esercizio di diritti costituzionali garantiti. Insomma, con questa decisione si riapre una partita, tra Comune e associazione culturale Minhaj Ul Quaran, che sembra non avere fine. Al centro del contendere c’è il seminterrato di viale Piave dove il centro culturale islamico vorrebbe realizzare un luogo di culto, cosa che non è mai piaciuta al Comune che, invece, ha sempre appoggiato il malcontento dei cittadini della zona che non vorrebbero avere sotto casa una andari-vieni di musulmani in preghiera. Ora il Consiglio di Stato dovrà entrare nel merito della questione e esprimere una volta per tutte il proprio parere su una struttura che sta facendo discutere l’intera città.

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  1. se impediscono di fare le moschee dove si possono fare, la gente va a pregare negli scantinati. inutile lamentarsi. chi é causa del suo mal, pianga se stesso.

  2. il signor OVVIO fa il facilone senza sapere che a Brescia ci sono già due moschee. Bastano e avanzano!!! Facciano una moschea abusiva a casa del signor OVVIO, poi voglio vedere cosa dice

  3. Ma di cosa ci stupiamo?I giudici in questo paese sono al 99% dei talebani di sinistra….certo se abitassero loro vicino la moschea abusiva l’avrebbero fatta radere al suolo coi buldozer!

  4. Grande commentone… Sarà contento Del Bono di sapere che sta decidendo lui le sorti di Brescia, facendo il consigliere comunale di minoranza… Non ringrazi un po’ anche Rolfi e Paroli? E’ quattro anni che amministrano, con governo nazionale, regionale e provinciale a loro allineato: è proprio una forza Del Bono che riesce a governare lui dalla minoranza: alle prossime elezioni facciamo andare la lega in minoranza, così diventeranno fortissimi se funziona come dici tu!

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