Il Codisa torna all’attacco: no all’impianto di Buffalora e alle altre opere che impattano sulla zona

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Con una nota Gabriele Avalli torna sulla questione dell’impianto per il trattamento delle ceneri dell’inceneritore che dovrebbe sorgere a Buffalora per ribadire il no del Codisa a quest’ora e a tutte quelle ipotizzate sulla zona: nuovo bitumificio Gaburri, polo logistico Italgros e discarica Castella.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

A seguito di quanto pubblicato sul BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardiav) del 25/07/2012, nel quale viene evidenziata la richiesta di A2A in merito alla verifica di assoggettabilità a VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per l’ impianto sperimentale per il trattamento delle ceneri leggere provenienti dall’ inceneritore, il Co.Di.S.A. (Comitato Difesa Salute ed Ambiente di San Polo e Buffalora) vuole esprimere alcune considerazioni.

L’ impianto in questione verrebbe localizzato a Buffalora, precisamente in Via Chiappa, a circa 700 metri dall’oasi (ex Cava Pasotti), una cava rinaturalizzata, con bosco riconosciuto dalla Provincia e dalla cava Gaburri, luogo di nidificazione del Cavaliere d’Italia, uccello protetto e tutelato, all’ interno del Parco delle Cave che il Sig. Sindaco si era impegnato a sostenere e realizzare e che in questo periodo sta muovendo i suoi primi passi.

L’ amministrazione comunale che detiene ancora parte dell’ azionariato di a2a, secondo il nostro punto di vista, non dovrebbe sostenere tale opera che verrebbe a gravare ancora di più su un territorio già martoriato che merita esclusivamente una riqualificazione positiva.

La partecipazione alla progettazione del Parco delle Cave auspicata e dichiarata dal Presidente della Commissione Ecologia (PierRaul Francesconi), unitamente a quanto espresso anche dal Sindaco, speriamo abbia inizio nel più breve tempo possibile, anche per poter affrontare questa nuova criticità che poco si inserisce nel contesto naturalistico della zona.

Concludiamo che tale opera così come quelle ipotizzate su questa zona (nuovo bitumificio Gaburri, polo logistico Italgros, discarica Castella ed altro ancora) NON sono assolutamente condivisibili.

I cittadini in questi mesi hanno evidenziato alle Istituzioni la loro contrarietà con tante manifestazioni di disagio. Le vicende dell’ILVA di Taranto che in questi giorni riempiono tv e giornali, dovrebbero insegnarci che la Salute e l’ Ambiente dove si vive sono la priorità assoluta rispetto alle solite logiche di impresa e profitto.

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  1. ma queste ceneri leggere sono un prodotto imprevisto o, forse, andava progettato fina dall’inizio un impianto per il loro smaltimento. o se ne erano forse dimenticati? in ogno caso bisognerebbe chiedere ai vertici di allora di asm o a2a come c…. avessero progettato l’impianto senza prevedere lo smaltimento delle ceneri!!!!!!

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