Cevo: Domenica il vescovo Monari poserà la prima pietra di «Casa Kairos»

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(a.c.) Dopo il tempo dell’ideazione, della stesura del progetto e delle procedure amministrative è ora il tempo dell’azione, della costruzione. A dare il via a «Casa Kairos» sarà il vescovo di Brescia Monsignor Luciano Monari, con la posa della prima pietra.

L’appuntamento con la nascita ufficiale di «Casa Kairos» è fissato per domenica, con la messa che il vescovo celebrerà presso la croce del papa a Cevo. «Casa Kairos» diventerà la costola montana di «Family Hope», la onlus creata anni fa da Elsa Belotti, un centro di assistenza e supporto per le famiglie e le persone in difficoltà. In particolare la nuova struttura sarà dedicata alla preghiera, un luogo dove meditare e cercare il conforto dalla "parola", dalla comprensione del tempo. 

Il costo preventivato per la costruzione della struttura è di circa due milioni di euro. Denaro che Family Hope non possiede, ma che Elsa Belotti conta di racimolare grazie all’aiuto dei tanti amici che nel corso degli anni hanno avuto modo di conoscere la struttura.

L’appuntamento con la messa celebrata dal vescovo è per le 10:30.

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  1. Di invenduto non c’è ne già abbasta edi consumo del suolo pure? Per sentire le lamentele di povere pesone non credo ci sia bisogno di fare una cosa del genere. La smania edificatoria invece della Belotti ancrebbe forse un attimo contenuta.

  2. La croce del papa? Penso sia una offesa alle splendide montagne e alla cultura camuna. DI croci, chiese ed edicole ce ne sono a migliaia. Anzichè fissare una manufatto avulto dalla realtà camuna sarebbe stato meglio restaurare e valorizzare la vera arte della tradiziona popolare locale. E’ pure offensivo che il comune abbia speso soldi per quest’opera che penso non porterà il turismo desiderato. In valcamonica abbiamo tante bellezze ce ne dimentichiamo e spesso le distruggiamo. Anche gli amministratori, incapaci e ignoranti, hanno speso soldi per nulla tanto che il turismo culturale non esiste perchè i nostri politici non sanno nulla e spendono i soldi dandoli ai loro amici (incapaci). La magistratura dovrebbe intervenire.La croce del papa? Penso sia una offesa alle splendide montagne e alla cultura camuna. DI croci, chiese ed edicole ce ne sono a migliaia. Anzichè fissare una manufatto avulto dalla realtà camuna sarebbe stato meglio restaurare e valorizzare la vera arte della tradiziona popolare locale. E’ pure offensivo che il comune abbia speso soldi per quest’opera che penso non porterà il turismo desiderato. In valcamonica abbiamo tante bellezze ce ne dimentichiamo e spesso le distruggiamo. Anche gli amministratori, incapaci e ignoranti, hanno speso soldi per nulla tanto che il turismo culturale non esiste perchè i nostri politici non sanno nulla e spendono i soldi dandoli ai loro amici (incapaci). La magistratura dovrebbe intervenire.

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