Associazione Artisti Bresciani. In mostra il meglio dal 1945 al 2011

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La stagione 2012/2013 dell’AAB si apre, come già l’anno scorso, con un’anteprima, l’esposizione di opere scelte della collezione dell’Associazione. Vengono proposti lavori di famosi artisti, bresciani e non, che hanno avuto rapporti con l’AAB, o perché vi hanno organizzato mostre personali, o perché hanno ritenuto di lasciare una loro testimonianza ad arricchire il patrimonio sociale.  Scopo della rassegna è non solo rendere note alla comunità bresciana e alle Amministrazioni locali la ricchezza, la varietà e l’importanza della collezione, ma soprattutto ricostruire, attraverso un rigoroso ordinamento cronologico, il percorso della produzione artistica nella nostra provincia e il segno della presenza di artisti non locali.

È così documentato il lungo periodo che va dall’anno di fondazione dell’AAB (1945) ad oggi: dallo splendido autoritratto di Aride Corbellini (anni Quaranta) alle drammatiche opere ispirate alla strage di piazza della Loggia alla misteriosa Trappola  di Giulio Mottinelli (2010) e al nudo di Laura Benedetti (2011). Tra gli artisti presentati figurano inoltre Pierangelo Arbosti, Giuseppe Bailetti (1929-1989), Giorgio Bertelli, Aurelio Bertoni, Giambattista Bonazzoli, Beppe Bonetti, Ermete Botticini, Aldo Bresciani, Remo Bresciani, Emanuela Brizzi, Piero Brolis (1920-1978), Alessandro Bruno, Giacinto Cargnoni, Pierluigi Cattaneo, Cristina Cherchi, Ken Damy, Claudio Filippini, Roberto Formigoni, Giuseppe Gallizioli, Martino Gerevini (1933-2010), Antonio Gigante, Giusi Lazzari, Iros Marpicati, Leonardo Martinazzi, Fausto Minestrini, Pinuccia Nicolosi, Luigi Paracchini, Paolo Petrò, Giuseppe Ricci, Franco Rinaldi, Oreste Rodini (1903-1971), Francesco Carlo Salodini (1903-1950), Bruno Scaglia (1921-1996), Romeo Seccamani, Margherita Serra, Antonio Stagnoli, Edoardo Stramacchia, Piero Tramonta, Turi Volanti.  

La mostra è l’approdo di un lungo lavoro, durato più di un anno, di ricerca, di studio, di catalogazione (è stato inventariato ben un centinaio di opere) e di restauro, a cui hanno partecipato con competenza e dedizione tutti i collaboratori dell’AAB.

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