Rolfi sul caso Matisse: no alle difese d’ufficio

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"Matisse: no a difese d’ufficio. Si faccia chiarezza e si producano i dati ufficiali e documentati. Prima di tutto vengono la trasparenza e l’interesse della Città”. Così aveva detto ieri, il giorno prima del sindaco, il suo vice Fabio Rolfi commentando – dal suo account di Facebook – la polemica sui dati dei biglietti della mostra di Matisse sollevata dal Pd.

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  1. Ancora un’occasione persa sulla trasparenza. Rolfi arriva a scoppio ritardato, ma i bresciani sapranno ricordarsi molto bene di tutte queste "allegre vicende" il giorno in cui liberamente sceglieranno un nuovo sindaco ed il suo vice.

  2. Ma siamo sicuri che Sindaco e vice sapessero di questa vicenda? Il fatto che sia uscita dopo un anno, la tardiva pulce nell’orecchio qualcuno deve averla messa. Il fatto del biglietto "trovato" è stato solo il pretesto per l’ennesimo attacco a questa amministrazione. Siamo già alle schermaglie pre elettorali. E come al solito ci si preoccupa di far vedere la polvere in casa degli altri nascondendo la propria sotto lo zerbino. Un classico.

  3. Può essere che sia una "schermaglia" elettorale, nel senso che è stata giocata con buon tempismo. Ma secondo lei il problema esiste o non esiste? Secondo lei va bene fare un contratto nel quale si dà un bonus di 300.000 euro (leggasi: TRECENTOMILA EURO!!!) sulla base di una "autocertificazione" da parte di chi quei soldi li deve prendere? Mi viene da dire: meglio che il problema sia uscito e che si faccia chiarezza. Se poi sarà tutto a posto, meglio! Però non è confortante che nessuno di quelli che se ne sono occupati sappia dirlo con certezza…

  4. Certo è che se l’autocertificazione prodotta da ARTEMATICA non corrispondesse ai dati che hanno portato il Comune a dover sborsare TRECENTOMILA EURO, l’assessore di riferimento deve quantomeno andarsene; è il minimo che si possa richiedere.

  5. La mia era solo un appunto sulla tempistica di come certe notizie vengono divulgate. (Resto sempre del mio parere. Non sono un caso). Il problema però esiste, sopratutto quando sono in gioco i soldi dei cittadini. Vorrei solo capire chi doveva controllare questi numeri, se non lo ha fatto, il perchè. Vorrei tanto che non ci fosse stata l’intenzionalità di far passare questo "premio" già concordato a priori, ma temo che non sia cosi. Siamo messi davvero male male male.

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