Caso Matisse, Brescia Musei ricorre alle vie legali. Prosegue il lavoro della Procura

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Dopo la Loggia, anche la Fondazione Brescia Musei ha deciso di ricorrere ad azioni legali contro Artematica per vederci chiaro sul numero reale dei visitatori della mostra “Matisse – La seduzione di Michelangelo”. Il tutto mentre la Procura sta continuando ad acquisire materiale inerente la mostra, anche se ad oggi non esistono ancora indagati o ipotesi di reato. Da parte sua la Fondazione Brescia Musei ha scelto di ricorrere alla giustizia affidando all’avvocato penalista Stefano Lojanico e al collega civilista Augusto Azzini l’incarico di “esaminare la questione e di valutare ogni possibile azione a tutela dell’Ente”. Ciò che i legali dovranno analizzare nei minimi dettagli è di certo il contratto stipulato tra le parti e che, secondo l’amministratore delegato di artematica Andrea brunello imporrebbe alla agenzia la sola autocertificazione del numero dei biglietti staccati e non la certificazione della Siae come richiesto da Loggia e Brescia Musei.

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  1. SILENZIO INDECENTE DELL’ASSESSORE COMPETENTE: O DIFENDE LA COLLABORAZIONE PER LA MOSTRA O SE NE VA. TROPPO COMODA SCANNARSI NEL SEGRETO DELLE RIUNIONI DI GIUNTA TRA COLLEGHI E POI OGNUNO TORNARE NELL’OVILE. CHI HA SBAGLIATO O NON VIGILATO SE NE VADA.

  2. Ve li siete letti gli articoli pubblicati stamani dei quotidiani locali che riportano le dichiarazioni dell’ amministratore delegato di Artematica? Se ancora non l’avete fatto, fatelo subito, vi toglierete così il piacere di capire perchè anche la Magistratura ha aperto un fascicolo su questa vicenda gravissima che non può certo finire e non finirà nel nulla. Visto che Bsnews non ha ancora riportato le dichiarazioni fatte ieri nell’incontro avvenuto con la Loggia, cercherò di riportarle, con una certa pazienza, estrapolandole correttamente dal quotidiano BSOGGI: La premessa che fa il responsabile di ARTEMATICA è che nel conteggio per ricevere i 300.000 euro di bonus nell’accordo fatto con Brescia Musei è che "il contratto parla di 230.000 visitatori. Non di 230.000 visitatori paganti" Il giornale si chiede allora come abbia fatto Artematica a sapere quotidianamente quanti omaggi sono stati staccati in mostra? " Ci sono le matrici dei biglietti, che però vengono distrutte in 24 ore". Per avere un consuntivo certificato da un terzo la palla passa alla Ribes Informatica, società che dava in affitto ad Artematica le macchinette. Probabilmente, i dati saranno stati conservati nel server. Ma "la società è fallita, ed è stata acquisita: devo parlare con il curatore fallimentare-spiega Brunello-. Francamente, non eravamo preparati a fornire questo tipo di numeri proprio perchè l’intesa contrattuale non lo prevedeva". Avete capito tutti i presupposti dell’ intesa fra Brescia Musei-Comune-Artemat ica? Cioè questi potevano dichiarare quello che volevano e i nostri Amministratori e dirigenti del Comune non si sono sentiti neppure in obbligo di controllare la veridicità di simili affermazioni, non di certo "gratuite" perchè comportavano un esborso di 300.000euro ed altri ancora, in base ad eventuali penali qualora il numero dei visitatori fosse stato inferiore. Tutto poteva passare così via liscio con accordi magari sotto banco, della serie "tutto fa brodo"? C’è allora da chiedersi quale senso della misura può avere una Amministrazione comunale che ha una visione così del bene comune e del denaro pubblico, per lo più in un periodo dove una gravissima crisi economica falcidia brutalmente migliaia di anziani, giovani, famiglie bresciane? Non è la prima volta che il Comune di Brescia incappa in simili "operazioni" per cui stiamo a vedere adesso quante teste salteranno o se tutto si risolverà nel prendere tempo perchè tanto chi mai avrebbe più il coraggio di votarli!

  3. Più volte si è rimarcato che la Giunta Parolfi appariva da subito costitutita da "giovani di studio" che avrebbero avuto qualche problemino a calarsi di botto nella parte di amministratori in una delle più importanti città italiane. Non è irrilevante la parola esperienza nè va sottovalutato, infine, che il nuovo Direttore Generale, il giovane Triboldi, era un Dirigente dell’Area Commerciale di Ubi Banco di Brescia con esperienza zero in ambito pubblico. Incompetenze, svarioni, scivoloni, imprudenze, sperperi, sogni e chimere si sono così stratificati sno a formare un giudizio di inadeguatezza che la vicenda Artematica non fa altro che confermare.

  4. …troppo comodo dare la colpa al funzionario ….ammesso che si possa chiamare funzionario uno che arriva dal mondo del privato, mondo che vive di regole e di metodi diversi, dova la trasparenza…non è di tutti i giorni..basta vedere come si sono comportate le banche nel mondo. questa giunta non può neanche essere paragonata di "giovani di studio" poiché hanno fatto,secondo loro,la gavetta sugli scranni del consiglio comunale e del parlamento per anni e, si vantano di essere professionisti navigati nei loro ambiti di lavoro.siamo di fronte alla domanda …ma ci sei o ci fai …??? ma dai un poco di spirito …..dilettanti alla riscossa oppure una classe dirigente che con il bene pubblico nulla a che fare ?? non mi sembra che non si siano circondati di propri consulenti..e ben pagati ..alla faccia del cittadino …convegni proposte campate in aria come quelle della torre dell’Expo in piazza Tebaldo ……..a casa ,a casa , sono tuttti da rotttamare

  5. Basta storielle. La Giunta Paroli si assuma tutte le sue responsabilità a partire dalla mancanza di controlli x finire con le dichiarazioni di Arcai che solo una settimana fa difendeva Artematica e dava rassicurazione di aver effettuato tutti i controlli. E’ giusto ricordare che se il Pd non avesse sollevato la questione Paroli, Rolfi e Arcai se ne sarebbero stati zitti come avevano fatto x oltre un anno.

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