Si cala i pantaloni in consiglio davanti a una manifestante: condannato leghista di Gussago

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Condannato a 4 mesi di reclusione e a pagare 2 mila euro di danni per essersi calato i pantaloni e aver gridato ad una manifestante di Diritti per Tutti: “Prendi questo”. La condanna – di cui dà conto il Corriere on line – riguarda un esponente della Lega Nord di Gussago  che, a margine di un consiglio comunale del settembre 2010 in cui si discuteva di sfratti e morosità incolpevoli, ha inveito contro una rappresentante dell’associazione Diritti per Tutti mostrando le  parti intime. Un gesto di rabbia al quale oggi l’uomo ha dovuto rispondere davanti ai giudici del Tribunale di Brescia scegliendo di patteggiare. Oltre al gesto poco edificante dell’abbassarsi i pantaloni sembra che il leghista si sia rivolto alla manifestante anche con espressioni volgari.

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  1. ‘sembra che il leghista’? Sembra cosi’ tanto che è stato condannato. E le iniziali della manifestante interessano poco, mentre è doveroso rendere pubblico il nome di quel bel personaggino, visto che poi va chiedendo voti per essere eletto a rappresentare i cittadini. Ma uno cosi’, non può rappresentare altro che la propria maleducazione

  2. ‘sembra che il leghista’? Sembra cosi’ tanto che è stato condannato. E le iniziali della manifestante interessano poco, mentre è doveroso rendere pubblico il nome di quel bel personaggino, visto che poi va chiedendo voti per essere eletto a rappresentare i cittadini. Ma uno cosi’, non può rappresentare altro che la propria maleducazione

  3. Per Garibardo : Traduca cortesemente in dialetto il termine " apotropaico ". La cultura e il lessico leghista arrivano al massimo a : " pota " " alura " " ciapa chesto " e poco altro. Grazie.

  4. troppo facile commentare la notizia che ci lascia di… stucco;ma questo gesto primordiale rappresenta la realtà …..dei personaggi …….diverso il rapporto con la parte giudicante non è forse vero che chi è stato colpito da ingiurie di vario tipo…dalla bestemmia alla blasfemia sul…campo di calcio( anche all’oratorio di paese) alla …capra di Sgarbi ..alla…alla offesa di essere…donna ..gay …non ottengono pari attenzione …cambiano i modi di offendersi…ma non gli ignoranti …anzi oggi ne siamo pieni

  5. il nome non si dice, perché il protagonista é persona molto riservata, timida, schiva e non propensa a mettere in vista cose intime……. cerca su google lo trovi subito. la redazione non vuole che si metta il nominativo (perché?)

  6. Per la lettrice: la notizia è stata presa da altro quotidiano, come citato dall’articolo, e comunque Bsnews.it non ha citato il nome per esteso, ma solo le iniziali. Quanto al resto le segnaliamo che l’interessato ha patteggiato.

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