Scuola, l’apertura del ministro Profumo a nuove religioni non piace all’assessore Peli

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“La revisione dei programmi scolastici invocata dal Ministro Profumo equivale alla svendita di una parte fondamentale della nostra cultura”. Commenta così l’assessore all’Istruzione della Provincia di Brescia Aristide Peli la proposta del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo che vorrebbe un adeguamento dei programmi scolastici nella direzione di una maggiore apertura verso le altre culture e religioni. “Un’idea – aggiunge l’assessore Peli – che dietro il paravento dell’apertura finisce con lo svilire l’importanza dello studio della religione cattolica in ambito scolastico: attaccando l’ora di religione il Ministro rischia infatti di minare l’identità stessa di un popolo che sul cristianesimo fonda la propria storia, cultura e tradizione. Bene il rispetto per le altre culture e religioni purché non a scapito della nostra! Personalmente – conclude Peli – mi spiace che questa proposta sia stata esternata solo oggi: diversamente ieri, nel corso della visita del Ministro a Montichiari in occasione della 24esima edizione dell’International Olympiad in Informatics, avrei avuto l’opportunità di manifestargli personalmente il mio disappunto, tanto più in un momento come quello attuale in cui è evidente come le questioni prioritarie per la scuola siano ben altre”.

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  1. Intanto, la questione prioritaria per la Chiesa Cattolica è tornare a riempire le chiese e gli oratori semideserti, magari proprio con coloro che dichiarano, come Peli, di fondare sul Cristianesimo la propria storia, cultura e trdizione. Come si sa, tra il dire e il fare, ovvero tra il dichiarare e praticare…

  2. Io lascierei l’ora di religione così com’è ma aggiungerei il pagamento obbligatorio per chi se ne avvale, per sostenere insegnanti, clero, amministrazione e infrastruttura scolastica usata a questo fine, una bella quota di €25 a settimana a studente. Poi vediamo quanto sono pii gli italiani.

  3. Quanta retorica nelle parole dell’Assessore, che mi pare confonda l’ora di religione con quella del Catechismo della Chiesa Cattolica. L’idea illuminata del Ministrosarebbe un passo concreto di educazione all’alterità e una prova di pluralismo la cui assenza spesso connota le esternazioni di certa parte politica, a cui Peli appartiene. Credo che i semi della tolleranza (anche se non si tratta di tollerare alcunchè) e della convivenza siano da spargere nel terreno fertile della scuola e della famiglia.

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