Inceneritore di via Codignole, i grillini chiedono verifiche continue sulle emissioni

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Con un comunicato il Movimento 5 Stelle di Brescia torna sull’incidente avvenuto l’8 agosto scorso all’inceneritore di via Codignole per chiedere trasparenza nei dati e verifiche continue sulle emissioni. Di seguito il testo integrale del comunicato:

“Dal 2005, il Meetup Amici di Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle di Brescia, denunciano la scelta inutile e dannosa dell’incenerimento a Brescia, e chiedono trasparenza nei dati e verifiche continue sulle emissioni. E’ stato necessario un incidente, il banale black out avvenuto lo scorso 8 agosto, per far scattare i controlli straordinari che da tempo invocavamo. E, come si apprende, oggi, l’indagine ARPA ha rilevato l’inottemperanza ad alcune prescrizioni dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), alcune delle quali prevedono (D. Lgs. 133/2005) addirittura l’arresto da uno a due anni e un’ammenda da 10 a 50 mila euro per “chiunque effettui attività di incenerimento di rifiuti pericolosi in mancanza delle prescritte autorizzazioni all’esercizio”. L’ARPA ha rilevato innanzitutto delle inadempienze formali (mancanza della dichiarazione di messa in esercizio), cui si affianca una grave anomalia del sistema di emergenza: la mancata chiusura della saracinesca della linea 2 (la seconda di 3 linee da 266 mila tonnellate annue ciascuna) che avrebbe dovuto impedire il conferimento di ulteriori rifiuti nella camera di combustione a seguito dell’incidente rilevato. Ancora più grave è il picco di emissione di diossine che, sulla linea 2, è superiore di tre ordini di grandezza rispetto all’andamento registrato nelle altre due linee e all’andamento storico, sfatando il mito dell’impianto “innocuo e sicuro”. Nelle giornate di monitoraggio straordinario da parte di ARPA, 8 e 9 agosto scorsi, le emissioni di monossido di carbonio su tutte e 3 le linee hanno superato i limiti consentiti dalla legge, (parametri che “NON POSSONO ESSERE SUPERATI” come prescrive l’AIA) e vi sono state anomalie nel sistema di monitoraggio dei microinquinanti nella linea 2. Chiediamo un intervento immediato di sequestro dell’impianto perché si proceda a verifiche approfondite e, nel contempo, una riconversione a metano anziché a rifiuti per le eventuali esigenze di teleriscaldamento. Il “migliore inceneritore del mondo” (riconoscimento assegnato dalla stessa azienda costruttrice!) peggiora drammaticamente la pessima qualità dell’aria della città (secondo un rapporto dell’ISPRA, Istituto superiore per le protezione e la ricerca ambientale Brescia ha la peggiore aria d’Italia, seconda solo a Monza. E, nonostante la scarsa trasparenza, trapelano continuamente dati preoccupanti sulla salute della cittadinanza!) . Ribadiamo che l’incenerimento dei rifiuti è una tecnologia vecchia e inquinante, culturalmente negativa, che deve essere subito abbandonata. Non a caso la risoluzione del Parlamento europeo del 20 aprile 2012 sulla revisione del 6°programma d’azione in materia di ambiente ha messo al bando gli inceneritori per tutti i rifiuti che possono essere riciclati o compostati. L’inceneritore di Brescia potrebbe diventare la principale attrazione dal Museo dell’Industria e del Lavoro come esempio di archeologia industriale nonché Monumento alla stupidità umana. Delle 800 mila tonnellate di rifiuti bruciati all’anno, inoltre, risultano ben 170 mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, ceneri e  polveri fini intercettate dai filtri, riproponendo il problema dello smaltimento. Secondo il prof. Paul Connett, teorico della strategia Rifiuti Zero, "…il trattamento dei rifiuti non è un problema tecnologico, ma di strategia, organizzazione, educazione e progettazione industriale e, naturalmente, di corretta amministrazione pubblica." Pertanto crediamo che anche l’Italia debba velocemente intraprendere la strada della strategia Rifiuti Zero, raccolta differenziata spinta porta a porta in tutta la città e interventi volti alla riduzione a monte dei rifiuti prodotti, seguendo l’esempio virtuoso di centinaia di altre città ( da S.Francisco al comune di Capannori, vicino a Lucca). Chiediamo, inoltre, che il Comune di Brescia si costituisca parte civile in un eventuale ulteriore sviluppo giudiziario della vicenda. Se ciò non dovesse accadere, il MoVimento 5 Stelle Brescia dichiara fin da ora che si costituirà parte civile, per continuare nella propria azione di tutela della salute e dei diritti dei cittadini”.

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