Primarie Pd, Bisinella: “Bersaniano da sempre e non cambio”

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Con una lettera aperta il segretario provinciale del Pd Pietro Bisinella torna a parlare delle primarie del suo partito, delle sue convinzioni e della necessità di tornare a risptabilire quel rapporto di fiducia tra politici e cittadini. Di seguito il testo integrale della lettera:

Devo confessare che ho vissuto con una certa apprensione la vigilia dell’assemblea nazionale del PD di sabato scorso. Apprensione data da alcuni precedenti episodi di incomprensione e scontro tra le diverse anime del partito e dai toni accesi che le varie tifoserie avevano messo in campo nelle precedenti settimane. Ho invece con grande gioia ritrovato tutte le motivazioni che mi hanno da sempre spinto a credere in questo nostro grande progetto politico. Un partito di uomini e donne coraggiosi e ricchi di idee, che scelgono, votano e decidono di confrontarsi per crescere. Scelgono di navigare in mare aperto per capire con il contributo di tutti quale sia la rotta migliore da intraprendere, invece di rinchiudersi in facili riserve identitarie che pur rappresentando gloriosi passati non aiutano e non rendono onore allo sforzo collettivo che stiamo compiendo per costruire un partito nuovo. Un partito che sappia interpretare il mondo nuovo che abbiamo davanti, un partito che sappia ridare speranza e vigore all’Italia, con un occhio di particolare attenzione per i giovani, per i più deboli senza dimenticare chi fa impresa e rischia di suo e chi il lavoro non ce l’ha. Sono ormai quasi tre anni che ho l’onore e l’onere di dirigere il Partito Democratico Bresciano, e in questo tempo ho sempre lavorato per cercare di rappresentare tutti, dando dignità e spazio alle molteplici sensibilità che convivono in esso. Lo farò anche e con maggiore energia nel frangente che ci attende delle primarie. Desidero fortemente e prima di ogni cosa garantire spazi adeguati e il più possibile paritari a tutti i concorrenti,  affinché la nostra sede provinciale possa essere identificata come la casa di tutti i democratici bresciani. Sento questo come un dovere, dato dal ruolo che interpreto, ma anche come una autentica possibilità per creare le condizioni per costruire un partito più grande, più pluralista, più credibile. La mia appartenenza non è in discussione, sono bersaniano da sempre e lì resto con grande convinzione, ma credo che lo sforzo che dobbiamo fare tutti oggi non sia quello di schierarsi a prescindere, ma di ascoltarci e di ascoltare il nostro paese che con grande difficoltà e sotto la spinta di una gravissima crisi economica e sociale sta tentando di cambiare. E’ questo ciò di cui ha bisogno la politica, di ricostruire un rapporto di fiducia tra chi ci rappresenta nelle istituzioni e i cittadini. Una fiducia basata su un rapporto di lealtà e verità, scevro da ogni precostituito steccato ideologico e di parte. E’ questo ciò di cui ha bisogno, Brescia, la Lombardia e l’Italia.

 

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  1. Le primarie sono già state superate nelle regole e dalle regole. Il doppio turno (con obbligo di iscrizione degli elettori già al primo turno) vedrà di fronte Bersani e Renzi. Qui entrano in pista gli elettori di Vendola (SEL più Rifondazione e altri di sinistra) al primo turno, che permetteranno a Bersani di vincere in scioltezza: mutuo soccorso al motto "Renzi, non adesso, se mai più avanti !". E subito dopo Bersani potrà dedicarsi al Governo Monti-Bersani, un fritto misto di tecnici (Grilli e Fornero già confermati) e politici, magari con facce nuove: D’Alema Ministro degli Esteri.

  2. La frase corretta doveva essere: ricostruire un rapporto di fiducia tra i cittadini e chi rappresenta le istituzioni. Scritto così come leggo sembra che siano i politici a non aver fiducia dei loro elettori e cittadini. Inquietante.

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