Inchiesta Semaforo rosso, il Pd presenta un’interrogazione al sindaco

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I consiglieri comunali del Partito Democratico, Valter Muchetti, Federico Manzoni, Aldo Boifava e Luigi Gaffurini – con una nota – manifestano la loro forte preoccupazione per i rilievi effettuati dalla Procura della Repubblica di Brescia nell’ambito dell’inchiesta Semaforo Rosso, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di ben sette persone con l’accusa di reati di particolare gravità, quali la corruzione, la concussione, la truffa aggravata, e la turbata libertà nella scelta del contraente e, in particolare, all’emissione di provvedimenti restrittivi della libertà personale nei confronti di un funzionario del Comune di Brescia e di altre due persone.

I consiglieri del Pd – si legge nella nota – “considerano disorientante che tutto ciò accada in una città e in un’amministrazione che fino ad oggi mai era stata coinvolta in fatti così gravi, che turbano la comunità bresciana e ritengono quindi opportuno, nel rispetto delle prerogative e del lavoro della Procura, fare chiarezza sul piano politico. A tal fine, in data odierna, hanno provveduto a depositare un’interrogazione al Sindaco per conoscere i motivi per cui il funzionario del Comune, ora agli arresti domiciliari, abbia sollecitato, come riferito da fonti di stampa, l’assunzione, o l’utilizzo presso una delle società subappaltatrici di “persone vicine o suggerite dal funzionario comunale“ e nella fattispecie di “un consigliere circoscrizionale della Lega Nord, oggi capogruppo alla Circoscrizione Sud”.

Nell’interrogazione, infine, i consiglieri chiedono chiarimenti anche in merito alla presenza nell’ufficio del vicesindaco Rolfi di un televisore 40 pollici che, da fonti di stampa, risulterebbe essere stato acquistato dalla Società Brescia Mobilità Spa, per un valore di ben tre volte superiore a quello di mercato” e in particolare “per quale motivo il Vicesindaco non avrebbe rispettato la procedura amministrativa, che prevede l’obbligo di chiedere al Settore Provveditorato del Comune, con un buono di richiesta, l’acquisto del materiale necessario, con l’obbligo, peraltro, di motivare la richiesta con un’effettiva necessità, permettendo così al Settore stesso di acquistare i beni tenendo conto sia del loro reale valore di mercato sia dell’utilità di essi rispetto alla funzione ricoperta”.

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  1. il capogruppo della lega nord in circoscrizione sud si chiama Adelmo Mainetti, ha piu’ di 60 anni ed un’attività propria che esula dai semafori rossi e simili- Bastava chiedere ai referenti della Sud per saperlo, prima di sparare c—–e

  2. in ogni consiglio circoscrizionale , e quindi anche nella sud, vi sono rappresentanti del pd eletti democraticamente dai cittadini che dovrebbero avere "contatti" con i loro colleghin di partito. Normale democrazia, o no?

  3. Ma se il dirigente che coordinava la per ora solo ipotizzata attività criminale è stato assunto durante l’amministrazione Corsini che c’entra ora questa interrogazione? Fate chiarezza fra di voi "sul piano politico" e sul perché uno così lavori in comune.

  4. Anzitutto il dipendente in questione è stato assunto dalla vecchia Giunta per pubblico concorso (quindi, secondo criteri oggettivi), mentre è stato promosso posizione organizzativa (quindi, secondo criteri discrezionali) dall’attuale Giunta.
    Inoltre, il consigliere di circoscrizione cui fanno riferimento gli esponenti PD in effetti oggi non è più capogruppo, essendosi dimesso da un paio d’anni, ma era pur sempre stato eletto sotto le insegne della Lega Nord!

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